Caro dottor Draghi, le abbiamo consegnato un'Italia "di dolore ostello". Che fare?
Come sempre ho fatto con tutti i suoi predecessori, dopo alcuni mesi
dalla loro andata al potere, le scrivo. Non si senta in dovere di
rispondere, nessuno di loro l’ha fatto.
Non dia alcuna importanza
(e così i lettori) ai miei giudizi. Un vero leader, in un tempo come
questo di miserabili ideologie, rese ancor più miserabili dalla loro
execution, deve avere il coraggio di seguire i suoi appetiti di libertà e
di indipendenza, ovunque lo portino, senza però mai abdicare alla sua
umanità. Sono certo che lei, alla fine del premierato, amerebbe essere
considerato più grande come uomo che come banchiere centrale o premier,
portatore sano di umanità. Così chiudono in bellezza le persone perbene,
non così i vanitosi o...