Il gioco dell'oca dell'arte contemporanea

Ci risiamo, siamo tornati alla casella di partenza di questo drammatico gioco dell’oca che la satira del Milanese imbruttito definisce la “divanata obbligatoria”. Tra le zone colorate ovviamente la Lombardia è la più rossa e per prima cosa si chiudono i musei, tenendo invece aperte attività essenziali come i negozi di intimo (con tutto il rispetto). Continuo a litigare in giro perché a mio parere...

All'Hangar Bicocca a vedere il poco taumaturgico Chen Zhen

Qualche giorno fa ho deciso di andare all’Hangar Bicocca, a Milano, insieme a Vittoria Coen, amica ventennale e critico d’arte, per vedere una mostra di Chen Zhen, artista cinese naturalizzato francese. Andare all’Hangar dall’altra parte della città è un piccolo viaggio, che ci ha dato tempo per aggiornarci su mostre e lavoro ma anche su posizioni esistenziali.

Il coprifuoco e le lenzuola di Picasso

Mi ha molto colpito nei giorni scorsi, anche prima dell’ultimo decreto, l’utilizzo del termine “coprifuoco”, una parola che evoca tempi di guerra, paura, morte.  Nella Seconda Guerra Mondiale era spesso il preavviso di un attacco aereo, dell’arrivo di un bombardamento. La parola  mi ha ricordato un’eccezionale fotografia di Robert Capa: una figura femminile...

Il grande corpo della pittura

“La pittura in questa fine secolo è malata” scrisse Jean Clair a metà degli anni Novanta, nella sua Critica della modernità. E adesso che genere di commento farebbe sul nostro presente? Tutto un mondo glamour che si basava su feste e vernissage per affascinare il pubblico dell’arte e i collezionisti è sparito in un sol colpo.

Troppo chic per promuovere l'arte?

Qualche giorno fa ho ricevuto una mail dalla direzione di Artissima. Con tono laconico mi informavano della rinuncia ad aprire i battenti questo prossimo novembre, causa Coronavirus. La fiera d’arte torinese, che più di tutte le fiere italiane ha una vocazione internazionalistica, ha capitolato in linea ad altre , da Art Basel a Frieze, benché continui a sentirsi una “guida in grado di aprire scenari inaspettati testimoni di un profondo e meditato cambiamento”. Mi domando come mai...

Ritratti in prima linea

È cosa rara nella vita sentirsi al posto giusto al momento giusto. Eppure venerdì scorso è accaduto pure a me.  Ero a Domodossola, in occasione della mia partecipazione a una conferenza dal tema “I miei ritratti in prima linea”, dedicata all'opera del fotografo Andrea Frazzetta, colui che tra i primi ha fotografato i volti dei medici e del personale sanitario impegnato nella lotta al Coronavirus nei tragici giorni di inizio pandemia. Il suo servizio è stato pubblicato sul New York Time Magazine. Alla conferenza c'era anche  Monica Falocchi, capo-infermiera degli Spedali Civici di Brescia, che grazie ad Andrea è finita, volente o nolente, in prima pagina.

Considerazioni sullo stato delle Belle Arti

“Non c’è avvenire per l’arte nei prossimi venticinque anni” disse Marcel Duchamp nel 1952. Si può supporre che non avesse pensato, nel formulare la previsione, a quello che avrebbe potuto accadere dopo quel termine. Negli anni Settanta, infatti, in tutto il mondo fu costruito in media un museo alla settimana, ogni città desiderava avere il proprio e perfino le istituzioni più antiche si ingrandirono aumentando...

Il vassoio di Hopper

Sono finalmente riuscita a ritagliarmi del tempo per andare a vedere la mostra di Edward Hopper alla Fondation Beyeler a Basilea e non mi sono affatto pentita. La mostra chiude domani 20 settembre e anche se è durata ben sei mesi, per via del prolungamento post-Covid, non tutti hanno avuto modo di vederla.  In quanto ammiratrice di Hopper, fin da tempi remoti, vedere...

Genio, sregolatezza... e normalità

È tutta la vita che mi domando se son troppo normale. Questa cosa del "genio e sregolatezza" affibbiata agli artisti mi ha sempre un po’ urtato perché è davvero un ossimoro. Di certo però è anche un buon punto di riflessione sul perché della pratica artistica. Qualche anno fa, Massimigliano Gioni, nel suo "Il Palazzo Enciclopedico"...