Vita d'artista


Turner al Broletto

“La luce è Dio!”

William Turner

Frequento Como da tanti anni e apprezzo la città, nonostante una certa ombrosità dei suoi abitanti (che si definiscono “laghè”). Vi ho fatto tante mostre, perché Como e dintorni sono sempre stati aperti al nuovo. Belle mostre a Villa Erba, con curatori contemporanei di livello, ma anche nelle chiese sconsacrate come quella di San Pietro in Atrio, spesso ad opera dell’appassionata gallerista e amica Roberta Lietti, ma anche al Broletto, o semplicemente interventi in giro per la città, generalmente in estate. Ci fu una tappa della mia mostra “Eden” anche allo Spazio Natta, un palazzo rinascimentale residenza della famiglia Natta tra il XVI e il XVII secolo. Un bel luogo.

Mi ha molto colpito la collaborazione del Comune di Como con la Tate Gallery su un maestro che è un vero eroe nazionale, è una cosa piuttosto unica. È vero che negli ultimi anni Como è entrata a far parte degli itinerari di lusso internazionali e sta conoscendo una fase di grande rilancio, complice forse la villa di George Clooney. Ma se lo merita, perché sia Como che tutto il lago ha tanta tradizione e storia, cultura, gastronomia. Un modo lombardo ma … di lago, con il suo stile elegante, riservato, direi borghese. Sarà che Como è per me la città dell’amore, ma un po’ questa invasione turistica mi turba, anche se i comaschi tengono botta, lavorano instancabilmente, sono gentili e professionali.

E così è stata una meraviglia vedere gli acquerelli di Turner al Broletto, acquerelli dei suoi viaggi a Como e sul Lario. Nei suoi acquerelli, come il celebre "Lago di Como da Menaggio verso Bellagio" (1819), esprime la sua personale idea di sublime. Per Turner, il lago non è una veduta statica, ma una "luce liquida" in continuo mutamento, dove l'acqua, la nebbia del mattino e le montagne si fondono l'una dentro l'altra. Alcuni acquarelli sono veramente incredibili, pieni di carattere pur attraverso una tecnica così immateriale: gli ultimi in ordine di tempo appaiono quasi astratti, così liberi e sofisticati al tempo stesso, intensi. È  interessante vedere la progressione cronologica e stilistica del suo linguaggio, dai primi viaggi agli ultimi.

Alla Pinacoteca Civica invece sono stati esposti dei grandi dipinti ad olio, che mi hanno molto colpito perché, ricordando il mio incontro con la sua opera alla Tate Britain, ormai decenni fa, erano esposte solo opere di piccolo formato, anche se eccezionali, dei capolavori assoluti. Quelle esposte a Como non temono il confronto, soprattutto una in particolare, che pare fatta adesso, sconvolgente nella sua quasi totale astrazione. Interessante anche il film JMW Turner On the Wing, che ripercorre la carriera dell’artista intorno al tema del viaggio, e che viaggi. Instancabile Turner.

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