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Boston e Glasgow novelle gemelle

La scorsa settimana i tifosi scozzesi hanno continuato a fare l’impossibile per riuscire graditi a tutta la città, al punto che il sindaco ha velocemente approvato il gemellaggio con Glasgow: da oggi il nostro legame è ancora più forte.

Ovviamente sono arrivati in città anche altri tifosi, tutti benvenuti, come i norvegesi che danno spettacolo con i loro colori e quella danza che imita i vichinghi che remano; tuttavia le altre tifoserie si limitano alla festa durante la partita, mentre i tifosi in kilt vanno oltre. Domenica 14 giugno sono stato alla loro marcia verso lo stadio di Fenway, dove i Red Sox avrebbero giocato una partita di baseball in loro onore. Non so quante migliaia fossimo, ma tra bandiere, cornamuse, tamburi e tonnellate di birra, l’evento ha spopolato. Un mio video su TikTok ha registrato 160.000 visualizzazioni, 900 commenti, 25.000 like, ed io sono signor Nessuno su questo social media, figuratevi gli altri. Ieri sera la partita contro il Marocco, seguita a stretto giro da quella del Brasile, ha sancito un regime di festa mai visto prima in città. Ci sono altri ingredienti che rendono questa tifoseria particolarmente ben voluta, e vanno oltre il calcio. Sia a Boston sia nei paesini limitrofi organizza raccolte di beneficenza, vuoi con spettacoli musicali, di danze, corse campestri, e raccoglie una marea di soldi che gira immediatamente all’ospedale, alla scuola, o ai vigili del fuoco di turno. Quello del fare beneficenza è uno dei comportamenti più apprezzati dagli americani, di conseguenza vedere uomini in gonnella versare $10.000 al Pronto Soccorso dell’ospedale di paese dopo pochi giorni di permanenza, è un qualcosa da dieci e lode. In seconda battuta, milioni di americani discendono da immigrati scozzesi, e come gli irlandesi hanno sempre tenuto vive alcune tradizioni, dal whisky, al golf, al suonare la cornamusa ai funerali. Per inciso, la maggiorparte dei funerali di soldati, poliziotti e vigili del fuoco caduti in servizio può sempre contare su alcune cornamuse che intonano “Amazing Grace”. In terzo luogo lo spirito scozzese (ed irlandese) di ribellione all’oppressore, quella stessa Inghilterra che schiacciava anche i primi coloni americani e che tanto spesso s’è rivista in TV ed al cinema, con Outlander o Bravehart, tocca nel profondo. Come a Glasgow, anche a Boston moltissimi recitano a memoria William Wallace dal film: “sì, combatti e potresti morire. Scappa e continuerai a vivere, almeno per un po’. E quando starai per morire, nel tuo letto, tra molti anni, non vorrai scambiare tutti quei giorni, da oggi ad allora, per avere una possibilità, una sola possibilità, di tornare qui e dire ai nostri nemici che possono prendere le nostre vite, ma non prenderanno mai la nostra libertà”. Mentre il nostro Presidente firma contratti con l’Iran, l’alleato migliore continua a far saltare bambini libanesi per difendersi, la benzina continua a costare un patrimonio, ed il costo della vita è sempre più pesante, queste due settimane di festa e vera inclusione ci ridanno uno slancio di ottimismo. Ora anche noi mettiamo i coni stradali sui monumenti dei nostri eroi, come fanno da anni a Glasgow. Prendere in giro il potente, rimettere al centro del dibattito una sana dose di sarcasmo, aiuta a pensare con la propria zucca e guardare avanti con fiducia. È stata una bella invasione quella della Tartan Army, toccherà rifarla.

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In questo numero hanno scritto:

Angela Maria Borello (Torino): direttrice didattica scuola per l’infanzia, curiosa di bambini
Roberto Dolci (Boston): imprenditore digitale, follower di Seneca ed Ulisse, tifoso del Toro
Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
Giovanni Maddalena (Termoli): filosofo del pragmatismo, della comunicazioni, delle libertà. E, ovviamente, granata
Barbara Nahmad (Milano): pittrice e docente all'Accademia di Brera. Una vera milanese di origini sefardite
Giulio Paci (Pistoia): scrittore, poeta, saggista. Laureato In Scienze Filosofiche.
Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro
Guido Saracco: già Rettore Politecnico di Torino, professore, divulgatore, ingegnere di laurea, umanista di adozione.