Musica in parole


Il mese degli inni

Il mese di giugno si apre ogni anno con tante esecuzioni del nostro inno nazionale per la Festa della Repubblica, il 2 giugno. Nello stesso mese, dal 1982 ricorre la Festa europea della musica, anche quest’anno sotto il segno dell’inno europeo, dal 21 giugno.

Il Canto degli Italiani nasce da una storia di amicizia tra due giovani di una fascia d’età equivalente a quella dei Millennials odierni. Michele e Goffredo, nati a Genova nel 1800, frequentano insieme ritrovi di artisti e patrioti che vivono con attiva partecipazione il contesto storico precedente il 1848.
Michele Novaro, compositore e cantante lirico, trova poi impiego a Torino come Maestro dei cori dei Teatri Regio e Carignano. Anche qui la sua attività di musicista è vicina alla causa risorgimentale; compone inni e canzoni patriottiche i cui testi circolano in quel periodo lungo la penisola. 

Secondo i racconti suoi e di altri giovani patrioti, durante una delle serate in cui sono soliti ritrovarsi nella casa torinese del politico e scrittore Lorenzo Valerio, nel novembre 1847 il ventinovenne Michele riceve il testo di un inno: glielo manda da Genova l’amico poeta Goffredo Mameli, ventenne.
Novaro ritiene quelle strofe commoventi e ispiratrici, così di getto comincia a metterle in musica; sceglie la tonalità di si bemolle maggiore, che ben si adatta agli strumenti a fiato, già pensando a una esecuzione per banda musicale. Scrive in aggiunta un’introduzione, solo strumentale. A lui si deve il suggerimento di modifica dell’incipit, da Evviva l’Italia a Fratelli d’Italia, e anche il Sì! che chiude l’inno.
Parole e musica ci sono, piacciono e piaceranno, l’inno si diffonde ed è cantato a ogni occasione dopo la prima esecuzione a Genova, nel dicembre 1847 per l’anniversario dell’insurrezione antiaustriaca.
Mameli muore da patriota a soli 21 anni. Novaro, per tutta la vita schivo, modesto e povero, torna a Genova dove fonda una scuola di canto corale popolare, gratuita. 
Nel 2016 gli è stato intitolato un Concorso internazionale di composizione, per un ciclo triennale, con premiazione a turno nelle tre capitali Torino, Firenze, Roma.

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In questo numero hanno scritto:

Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
Roberto Dolci (Boston): imprenditore digitale
Marinella Doriguzzi Bozzo (Torino): da manager di multinazionali allo scrivere per igiene mentale
Giovanni Maddalena (Termoli): filosofo del pragmatismo, della comunicazioni, delle libertà. E, ovviamente, granata
Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro
Roberto Zangrandi (Bruxelles): lobbista

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