LA Caverna


Viviamo tempi veloci, ma i cuori sono fermi

Tutto corre. Le notizie, le mode, i video, le opinioni. Ma mentre il mondo accelera, tanti sembrano immobili: fermi davanti alla vita, come spettatori, fermi davanti al futuro, come se fosse già scritto, fermi davanti al mondo, come se fosse troppo grande per essere cambiato. 

Eppure, mai come oggi, il mondo ha bisogno di uomini e donne impegnati. Per essere la speranza del mondo non basta avere vent’anni. Serve un cuore acceso, una mente vigile, una volontà che osa. Serve essere giovani dentro, nei sogni, nelle scelte, nel coraggio.

Il mondo è pieno di problemi: guerre, ingiustizie, crisi climatica, razzismo, violenza quotidiana ma il vero nemico non sono solo questi drammi ma il vero pericolo si chiama passività. La passività è il silenzio di chi potrebbe parlare; è il “tanto non cambia niente” di chi potrebbe agire; è la pigrizia di chi si accontenta di scrollare la vita col dito. Si genera una generazione connessa, ma disconnessa dal cuore, che sa tutto, ma non fa nulla, che guarda, ma non partecipa, che sente, ma non sente davvero. Dobbiamo “mordete la vita” non accantonare i nostri giorni, non accettare una vita grigia, noiosa, addomesticata. Non dobbiamo chiuderci nello schermo del telefono, non dobbiamo rifugiarci nel vittimismo sterile di chi si sente sempre incompreso. Viviamo con passione. Rischiamo, sbagliamo ma da vivi. Da adulti e anziani potremo scaldarci ai carboni accesi nella nostra giovinezza. La vera giovinezza è lotta, sogno, fuoco, impegno.

È amicizia vera, scelte radicali, idealismo senza vergogna. E se siamo cristiani, ricordiamoci che i cristiani autentici sono sempre dei sovversivi, che vanno controcorrente, che non si piegano, non si vendono, non si fanno manipolare. Viviamo in un mondo dove tutto è spettacolo: “Infotainment” lo chiamano, cioè informazione che intrattiene, che manipola, che distrae. I media ci offrono solo ciò che fa rumore: conflitti, scandali, violenza. Perché “bad news is good news”. La cattiva notizia vende, la pace no. E intanto diventiamo ciò che vediamo: superficiali, disillusi, reattivi, mai davvero vivi. Colpa di un sistema che non educa alla verità, ma all’indignazione sterile, che vi vuole spettatori arrabbiati, ma inerti, scandalizzati, ma pigri, connessi, ma vuoti. La rassegnazione è un furto.

Ci rubano il gusto della lotta ancora da bambini. Ci dicono: “Niente cambia.” “Sognare è da ingenui.” “Tanto è tutto inutile.” “Meglio stare zitti, meglio adattarsi.” Ma non siamo nati per adattarci ma per accenderci. La vita non è l’età dei selfie ma l’età dei sogni forti, dei dubbi veri, delle scelte pericolose. Cambiare rotta è possibile. Cresciamo tra guerre, fake news, influencer inconsistenti, hate speech, crisi ambientale, bullismo digitale. Per questo dobbiamo diventare una generazione che cambia rotta, che sceglie di non odiare, che sceglie la gentilezza, la giustizia, la verità, la pace. Anche nei piccoli gesti. ma con una visione grande.

Se non cambiamo il mondo noi, lo faranno altri e non è detto che lo cambieranno per il bene. È il tempo di decidere se vivere da carboni spenti o da fuoco che arde, seguire la massa o diventare sovversivi, come Francesco d’Assisi e i grandi di ogni tempo. Non sprechiamo la vita, ribelliamoci con dolcezza, scegliamo l’ascolto invece del rumore, la solidarietà invece del cinismo, il dialogo invece dello scontro. “La nostra vita comincia a finire il giorno che diventiamo silenziosi sulle cose che contano.” (Martin Luther King) “L'opposto dell'amore non è odio, è indifferenza. L'opposto dell'arte non è il brutto, è l'indifferenza.

L'opposto della fede non è eresia, è indifferenza. E l'opposto della vita non è la morte, è l'indifferenza.” (Elie Wiesel) Rivoluzionari pacifici, svegli, vivi, accesi, armati di idee, parole, gesti e sogni, combattiamo l’indifferenza diffusa, ghiaccio che spegne il futuro.

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In questo numero hanno scritto:

Umberto Pietro Benini (Verona): salesiano, insegnante di diritto e di economia, ricercatore di verità
Angela Maria Borello (Torino): direttrice didattica scuola per l’infanzia, curiosa di bambini
Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
Roberto Dolci (Boston): imprenditore digitale, follower di Seneca ed Ulisse, tifoso del Toro
Giovanni Maddalena (Termoli): filosofo del pragmatismo, della comunicazioni, delle libertà. E, ovviamente, granata
Barbara Nahmad (Milano): pittrice e docente all'Accademia di Brera. Una vera milanese di origini sefardite
Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro
Guido Saracco: già Rettore Politecnico di Torino, professore, divulgatore, ingegnere di laurea, umanista di adozione.