IL Digitale


La commoditizzazione dei modelli IA

A metà luglio arriva il verdetto tanto atteso, in anticipo sui tempi previsti: l’ultimo modello cinese di IA supera quello americano, con buona pace di Trump e chi altro volesse restringere l’utilizzo della tecnologia ai soli amici e sudditi europei. 

Questo è un passo avanti rispetto a poco fa, quando i ranocchi cinesi non eccellevano ma almeno costavano un decimo di quelli americani: oggi continuano a costare molto meno, ma in più offrono prestazioni da podio.

Questa notizia ha immediatamente sgonfiato il pallone dell’IPO di Anthropic ed OpenAI del 50% e messo in moto una serie di reazioni a catena che hanno abbattuto del 23% il listino di IBM e di altre aziende digitali. Quando un prodotto diventa commodity, quando un marchio è indistinguibile da un altro, finisce la scarsità ed il prezzo crolla, con un contemporaneo aumento dell’utilizzo di quel bene. Mentre il software è facilmente scalabile, discorso diverso per le cose fisiche come GPU, chip e l’energia richiesta per fare girare il tutto: aumentando l’uso di IA, la capacità di calcolo diventa veramente scarsa, con relativo crescita dei prezzi e nascita di nuove aziende.

È questo il motivo del crollo IBM: ha provato a vendere una IA sempre più commodity, mentre il mercato correva su server, chip e GPU facendo man bassa di tutto quanto offerto da NVIDIA, TSMC e compagni. All’improvviso compaiono nuovi concorrenti, che offrono la possibilità di spostare la capacità di calcolo dai vari Amazon Web Services, Google o Microsoft a datacenter fisici e virtuali più economici. Aziende come Nebius aggregano le capacità di calcolo di datacenter in giro per il mondo, anche in Cina, e rubano clienti ad IBM e soci, che vanno in sofferenza.

Siamo in un momento molto dinamico di mercato, perché gli incumbent ovviamente cercano di frenare i nuovi concorrenti. La Biological Computing Company, che solo sei mesi fa aveva lasciato AWS per pagare meno con Nebius, ora è tornata indietro dopo aver ricevuto un forte sconto da Amazon. Mentre in passato portare applicazioni da un cloud ad un altro era complesso, adesso i modelli IA si spostano rapidamente quando il prezzo è giusto, ossia sempre più basso.

Nebius non ha grossi problemi per ora, riuscendo a soddisfare la domanda di solo uno ogni quattro aziende che vuole usare i suoi calcolatori, ma più i prezzi scendono, più la marginalità di queste nuove aziende non regge. Se tenete conto che le stesse Microsoft e Meta comprano capacità di calcolo da Nebius, capite che in questo istante la domanda eccede di gran lunga l’offerta disponibile. Per quanto ancora?

Un altro tipo di concorrenti che contribuisce alla commoditizzazione dell’IA è quel tipo di aziende, come Capterra, DigitalOcean, Render o Vercel, che con formazione e consulenza aiutano le multinazionali clienti ad adottare questa tecnologia, vuoi per costruire applicazioni web, nuovi sistemi di reporting, o anche nuovi ERP fatti su misura. Visto che i modelli cinesi funzionano alla grande e costano noccioline, questi fanno in modo di sviluppare applicazioni che non siano scimmie e convengano assai rispetto alle offerte delle SW house tradizionali.

AWS, Microsoft e Google provano a tenere il passo, ma a tutti gli effetti danno mattoncini Lego ai propri clienti, che devono fare tutto quasi da zero. Al contrario, aziende come quelle menzionate offrono il servizio completo, riuscendo a conquistare una buona fetta del mercato. Una grossa azienda assicurativa americana sta spostando il 75% della sua spesa informatica da AWS a Render, per la maggior semplicità con cui i suoi dipendenti possono sviluppare applicazioni in casa, con template IA precisi e funzionali. AWS ha prova a mettere una pezza con il suo Startup Advisor, ma come sempre quando insegui un’azienda che ha creato un mercato nuovo e tu sei grande e lento, il cerotto non salva la giornata.

La performance dei modelli aperti cinesi probabilmente consentirà di sgonfiare la bolla finanziaria senza traumi, semplicemente perché l’utilizzo del ranocchio elettronico aumenta a tal punto dal portarlo ad esser considerato come un’infrastruttura, parte integrante di qualsiasi business al pari di autostrade e rete elettrica. Sicuramente in questo istante la scarsità è sulle risorse fisiche, e la prossima scommessa è vedere se anche i chip cinesi migliorano al punto da raggiungere le performance di quelli taiwanesi ed americani. A quel punto la commoditizzazione sarà completa.

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