Notizie dagli USA


Arrivano i panda

Dopo mesi di retorica anti-cinesi, in cui Trump ha insistito che ci rubano il lavoro, aiutano i terroristi iraniani e russi, aggrediscono i vicini e mangiano i bambini crudi, negli ultimi giorni il Presidente s’è esibito nell’ennesima inversione ad U, accogliendo Xi, moglie e compagni comunisti in pompa magna. 

Da 64 anni il Presidente degli Stati Uniti non accoglieva un capo di stato alla scaletta dell’aereo: nemmeno per la Regina Elisabetta si mostrò questo grado di accoglienza, ed invece, eccoci qui. Trump ha invitato al tavolo tutti i CEO americani che contano davvero, provando ad imbonire gli ospiti con nuovi affari, ricchi premi e cotillons.

Xi non ha fatto particolari concessioni: ci ha regalato un paio di panda per lo zoo di Atlanta, ha firmato due accordi e sospeso sanzioni, ma ha mollato poco, niente business. Chiediamoci: come mai questo cambiamento? Cosa porta il nostro Presidente a lasciar perdere il supporto cinese all’Iran, l’assediamento di Taiwan, l’aiuto a Putin, i poveri uiguri, e le spedizioni di fentanyl? Innanzitutto, il 60% degli americani vede solo vantaggi a commerciare e collaborare con la Cina, mentre il resto chiede una leggera forma di contenimento, ma nessuno vuole il conflitto. Le aziende americane usano l’intelligenza artificiale cinese alla grande, come pure imparano da loro a produrre batterie ed altre tecnologie finora lasciate in disparte.

Come racconto nella rubrica digitale, in California le auto elettriche sono nuovamente alla ribalta, ed anche nel resto del paese l’elettrificazione sta spingendo come non mai: senza la collaborazione cinese saremmo troppo lenti, goffi, e costosi. In secondo luogo i mercati finanziari sono tesissimi, a causa delle banche mondiali che alzano gli interessi, dell’IA che spinge centinaia di miliardi di debito in borsa, e dell’economia americana che va particolarmente bene sui fondamentali (PMI al 58.4).

Solo se America e Cina continuano a commerciare la finanza resta sotto controllo, ed a quel punto, machissenefrega di Iran, Taiwan, Uiguri ed Ucraina. Di fronte alle domande di giornalisti sagaci, Trump ha ammesso l’ovvio: è vero che i satelliti cinesi aiutano gli iraniani a spararci, ma pure noi li spiamo per lo stesso motivo, non siamo dei santi. È vero che Pechino soffocca Taiwan, ma nulla di diverso da quanto facciamo noi coi vicini di casa. Realpolitik in purezza, ed accordo pure che il rallentamento dell’intelligenza artificiale non serva a nulla: basta lasciare l’uomo al centro del controllo, e che siano l’innovazione ed il mercato a mostrarci le nuove frontiere. Con l’eliminazione del visto per permanenze fino a dieci giorni, quest’anno quasi tre milioni di americani vanno in vacanza in Cina, e più di qualsiasi altra nazionalità comprano e portano a casa: ventagli, gattini in ceramica, Rolex e borse di lusso.

Quello che vedono, toccano, e ci raccontano al rientro, è ben diverso dalla retorica anti-cinese che ci ha oppresso fino a ieri: benessere generalizzato nelle città, trasporti fantascientifici rispetto ai nostri, ospedali che ti curano senza chiederti un rene, e tanta censura su cosa viene detto e discusso. Su questo flusso importante ora Xi aggiunge un visto studentesco esteso ad oltre 100.000 americani, affinché studino nelle loro università e riprendano a costruire ponti tra i due paesi. Xi batte dove il dente duole: le restrizioni migratorie ed i tagli alla ricerca universitaria in America hanno indotto tantissimi ricercatori di origine cinese a tornare a casa, dove al contrario il paese investe sempre di più in ricerca scientifica di primo livello, ed i risultati si vedono.

Vediamo nei prossimi mesi cosa farà l’Amministrazione, e se corregge veramente il tiro verso uno scambio scientifico, tecnologico e commerciale più sano dell’attuale.

© Riproduzione riservata.
Zafferano

Zafferano è un settimanale on line.

Se ti abboni ogni sabato riceverai Zafferano via mail.
L'abbonamento è gratuito (e lo sarà sempre).

In questo numero hanno scritto:

Angela Maria Borello (Torino): direttrice didattica scuola per l’infanzia, curiosa di bambini
Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
Roberto Dolci (Boston): imprenditore digitale, follower di Seneca ed Ulisse, tifoso del Toro
Giovanni Maddalena (Termoli): filosofo del pragmatismo, della comunicazioni, delle libertà. E, ovviamente, granata
Barbara Nahmad (Milano): pittrice e docente all'Accademia di Brera. Una vera milanese di origini sefardite
Giulio Paci (Pistoia): scrittore, poeta, saggista. Laureato In Scienze Filosofiche.
Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro
Silvia Andrea Russo (Cremona): passione per l'antichità, la letteratura, la recitazione, la musica, il canto e la scrittura
Guido Saracco: già Rettore Politecnico di Torino, professore, divulgatore, ingegnere di laurea, umanista di adozione.