La stima più recente è che tra il 16 e 18% della popolazione corra più volte la settimana: sono oltre 60 milioni di corridori, tanti. Leggendo le varie ricerche sul tema, emergono alcuni fattori che spingono a riallacciarsi le scarpette e sgambettare all’aperto.
Il principale è quello legato alla salute fisica. Sono ormai decine di milioni le persone che hanno perso 20-30 chili di peso e ripreso a dormire correttamente, grazie agli inibitori di GLP-1, e le assicurazioni cessano di pagare il rimborso appena tornati in forma. Come fai ad interrompere questo medicinale senza tornare a mangiare come un orso? In effetti mettersi a correre è un ottima strategia: il peso ridotto diminuisce il carico su ossa e legamenti ed evita il dolore delle prime corse. Oltre a questo, correndo sostituisci massa grassa con massa muscolare ed aumenti il metabolismo, quindi puoi abbandonare la siringa tranquillamente. Infine, la corsa è l’esercizio migliore per stabilizzare il glucosio nel sangue, aspetto fondamentale per gli oltre 70 milioni di pre-diabetici americani.
Riduzione del peso ed aumento del tono muscolare portano ad una seconda forte motivazione per continuare a correre, la salute mentale. Non solo la corsa eccelle nello scaricare lo stress della vita quotidiana, ma fare attività all’aria aperta con altri corridori, ed essenzialmente sentirsi ringiovaniti di 20 o 30 anni, ti mette proprio di buon’umore. Io corro da 40 anni, da quando dovevo tenere il peso per le gare di canottaggio, abituato a correr da solo, ma ora attorno al Charles incontro mandrie entusiaste, con musica al ritmo e vestiario minimale, anche a temperature proibitive. Due mesi fa, quando eravamo ancora attorno agli zero gradi, ho incrociato un mucchio di maschi a torso nudo e femmine in reggiseno sportivo: non posso dire avessero assunto sostanze stupefacenti, ma avevano l’aria molto felice.
Conseguenza diretta di questo entusiasmo generale, il fatto che la corsa stia sostituendo app come Tinder e Bumble, create per trovare partner occasionali ed eventuali anime gemelle. Milioni di bipedi tornati in forma come da ragazzini, vestiti il minimo indispensabile per decenza, corrono, ridono e sudano fino al traguardo. Su questo non ho trovato statistiche precise, ma ad occhio sembra che tanti finiscano per divertirsi anche dopo la doccia.
Mi sento spiazzato: il dottore mi ha prescritto di smettere di correre, per concentrarmi su pesi e stretching, e sgambettare solo per sbollire l’eventuale incazzatura e solo se ho già esaurito la dose settimanale dei miei cibi di conforto, cioccolato e Parmiggiano. Come? Dopo 40 anni di corse solitarie attorno ai fiumi, proprio ora che arrivano schiere di atleti promettenti, mi devo chiudere in una palestra puzzolente? Gli ho mostrato la ricerca di febbraio del British Journal of Sport Medicine, che ha analizzato oltre 80.000 corridori per dimostrare che la corsa riduce i sintomi di ansia e depressione al pari dei migliori medicinali. “Non sei né ansioso, né depresso, e l’avevo già letta” il laconico verdetto.
Resta la consolazione che questo trend continui e non sia solo una moda passeggera, che veramente migliori uno stile di vita finora troppo sedentario, e malamente appesantito da una dieta ancora troppo ricca di zuccheri.
