Notizie dagli USA


La nuova dieta americana

Nella marea di notizie drammatiche che ci vedono coinvolti, dagli attacchi alle petroliere, la cattura della Groenlandia, i vani tentativi di arrivare al cessate il fuoco in Ucraina e Palestina, fino alla povera mamma uccisa da un agente federale più adatto al OK Corral che alle strade di Minneapolis, una lieta novella: cambia la dieta.

Dopo aver riconosciuto l’effetto estremamente positivo degli estrogeni per le donne in menopausa, e riscritto vent’anni di pratiche mediche sbagliate, Robert Kennedy Jnr. rivolta come un calzino la dieta che ci veniva proposta fino a ieri, mettendo al secondo posto le proteine animali: si torna a bistecche, latte e formaggi.

Per chi volesse approfondire raccomando questo articolo da Harvard (qui) ed il documento ufficiale qui, ma di base il concetto è che la dieta deve essere equilibrata e favorire da un lato frutta, verdura e cibi non processati, dall’altro carni, latticini e uova, relegando solo in fondo i cibi ricchi di zuccheri ed amidi che, aumentando glucosio ed insulina, finiscono per creare problemi infiammatori e cardiaci, portando spesso a diabete di tipo due. Lo stesso documento inoltre, spinge a camminare e fare esercizi fisici per ridare tono alla muscolatura.

In America abbiamo circa 70 milioni di pre-diabetici, ossia persone che con una dieta troppo carica di cibi ad alto indice glicemico, spesso innaffiata da alcolici che peggiorano il quadro, finiscono per andare incontro ad una serie di malanni metabolici che peggiorano la qualità della vita, e specialmente ne anticipano il termine. Il 70% degli americani è obeso, e troppo a lungo l’establishment sanitario ci ha spinto verso cibi ultra-processati, medicinali al posto della prevenzione, ed una paura ingiustificata verso proteine e grassi animali. Infine la maggioranza dei concittadini non cammina, è sedentaria, e questo li invecchia precocemente.

Insieme alle armi, la dieta ultra-processata, straricca di zuccheri e mai attenta alla prevenzione è lo shock culturale che colpisce chiunque arrivi dall’estero. Ricordo con orrore quando alle elementari dove andavano i miei figli vidi la Coca-Cola ed altre bibite gassate a $1, mentre la bottiglietta d’acqua ne costava $2.50. Ovvio che i pupi si riempissero di zucchero e caffeina, al posto di bere correttamente, e notai con estremo sospetto la mancanza di acqua del rubinetto. Non sto a dirvi lo schifo che provi a vedere piatti stra-conditi, iper-colorati, dove ti immagini ci siano 6000 calore a piatto, mentre chi li mangia passa dalla sedia del ristorante a quella della macchina, a quella di casa, come un tricheco.

Nel corso degli anni l’opera di convincimento sulla dieta mediterranea, sul ridurre gli zuccheri, sul preferire ingredienti naturali, aveva cominciato a fare presa ed i risultati si iniziano a vedere. Specialmente nel New England, e sulla costa ovest, il numero di obesi diminuisce, ed il recente arrivo dei medicinali GLP-1, che regolano l’appetito, ha fatto perdere tonnellate di sovrappeso ad una marea di barilotti bipedi. Ma questa nuova raccomandazione sulla dieta e sulla necessità di movimento arriva al momento giusto, perché questo paese deve iniziare a prevenire i malanni, non riempirsi di pasticche per colesterolo, pressione, glicemia ed allo stesso tempo continuare ad ingurgitare il peggio possibile. E deve cambiare registro sull’eccessiva sedentarietà.

In America l’enorme successo degli inibitori di appetito GLP-1 ha causato un notevole calo degli abbonamenti in palestra, proprio perché manca la cultura di base su un regime di vita bilanciato, che valorizza il movimento e tutto quanto ne consegue. Quindi questa nuova guida, seppur con pecche sulla distinzione confusa tra grassi animali e vegetali, è una buona notizia, un tentativo benvenuto di rimettere in forma una popolazione mal abituata per troppo tempo.

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