Jalapeño


Tre mesi a ritmo di rap

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Un virus si palesa al mercato di Wuhan
Xi lo scopre, ma tace.
Il virus diventa il “Virus”
Il Ministero della Sanità lo studia e indica tre scenari.
I cittadini sono tenuti all’oscuro.


Il Premier, dopo averli esaminati, sentenzia: “Tutto sotto controllo”

Intanto il “Virus”, arrivato via Germania, esplode in Lombardia.

Si diffonde.

Si apre la fase delle chiacchiere morte.

La Sinistra mangia involtini primavera, abbraccia piccoli cinesi, dal balcone il supermanager tuona: “Riapriamo Milano”

La Destra si dimostra incapace di indossare persino una mascherina e la butta sui pipistrelli.

I due avversari si scoprono uguali. Entrambi da cancellare.

OMS, guidata da un pinocchio, non ne imbrocca una, e crea una confusione cosmica. Una pandemia di chiacchiere morte.

Al suo seguito, come cavallette africane, arrivano i virologi.

I leader mutano in pseudo virologi, i virologi in pseudo leader

I virologi assumono la guida del Paese via etere.

I media si schierano con OMS, con i virologi, con il Premier, ergo con l’Establishment.

I magistrati sono presi dal sacro fuoco dell’obbligatorietà dell’azione penale, occasione per uscire di prigione.

Le persone di buon senso, che amano la libertà, si ritrovano nell’angolo degli asini.

Il Premier si autonomina “Dictator” (pare che ci sia un “buco” nella Costituzione e possa farlo), zittisce il Parlamento.

Sottopone d’imperio al carcere light  tutti i cittadini, chiude le chiese, si rifugia nel bunker attrezzato di Palazzo Chigi

Le élite fuggono nei villoni con spiaggia privata o si blindano negli attici-superattici, dopo aver fatto incetta di bombole di ossigeno

Un prete, unico rimasto sul pezzo, insieme a Papa Francesco, si oppone alla Benemerita, e si avvia verso la Chiesa delle catacombe

Dopo un mese di arresti domiciliari il Premier li rinnova fino al 4 maggio.

Quindi  assume un super CEO, si circonda di 450 cervelli super strong, e ponza, ponza, ponza.

Il Signor CEO detta le linee guida che salveranno la vita dei cittadini, grazie ai protocolli sui “distanziamenti”.

Non si accorgono che il protocollo ha una controindicazione: distrugge i business che norma.

Si ripete il solito dilemma, che risale alla notte dei tempi: salute vs. cibo.

I nostri avi, facendo violenza a loro stessi, alla fine del sofferto processo hanno sempre dato una prevalenza al cibo.

Per questa loro scelta, siamo qua, in salotto, a dibattere il dilemma.

Così si chiuderanno i ristoranti e verranno spazzate via pizzerie, bar, tavole calde. Si salveranno solo i “tristellati”, dopo il dimezzamento dei tavoli diventeranno “pentastellati” a 600 € a cranio (gli attuali 300 x 2).

Così chiuderà l’industria aeronautica, del trasporto aereo, del turismo.

I cieli saranno finalmente liberi allo scorrazzare dei Gulfstream.

Greta sarà tranquilla: andremo verso un CO2 tendente a zero.

Così sarà per treni e bus. Di contro esploderà l’industria delle biciclette, sarà un ritorno all’antico per i pendolari.

Così sarà per ……..

Nel frattempo il numero dei disoccupati esplode.

Zitti zitti, i cosiddetti “poveri totali” sono già 10 milioni. A quando un bel reportage giornalistico su di loro?

Ricordo che il reddito di cittadinanza è l’anticamera per diventare zombie. Il loro destino segnato: finiranno nelle RSA, opportunamente ristrutturate.

I “numerini” dell’economia vengono stravolti.

I sacerdoti del debito sono irriconoscibili.

Erano spietati se superavi 130, ora ti spingono a superare 170, prima guai avvicinarsi a 3, ora, tranquillo, vai pure a 10.

Un piccolo virus, promosso a “Virus”, ha sconvolto il mondo dell’economia?

Ma allora, è o no una scienza?

E i “competenti” lo erano o no? Digita competenti e vedi se hanno aggiornato la voce.

Il finale comunque è già scritto.

Il mondo dei “prodotti” sarà smantellato, sostituito dal nuovo mondo, quello dei “processi”.

Questi porteranno alla trasformazione definitiva dell’uomo?

Saremo una App che emette chiacchiere morte?

Conclusione (per me amara): il CEO capitalism ha vinto. Punto.

Parlando in analogico, da grande vecchio vi dico: “Ragazzi, decidete cosa fare della vostra vita, i vostri padri e nonni hanno fallito. Guardandovi negli occhi, dovrebbero vergognarsi”. Dalla mia prigione, io mi vergogno.

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