Toccare le corde giuste, antidoto alla paura
Arriva da Chengdu nel Sichuan, la zona dei panda, il racconto da poco pubblicato sul New York Times e che ha per protagonisti un giovanissimo violinista cinese e la sua insegnante americana.
Arriva da Chengdu nel Sichuan, la zona dei panda, il racconto da poco pubblicato sul New York Times e che ha per protagonisti un giovanissimo violinista cinese e la sua insegnante americana.
...do, re, mi, fa, sol, la/domandiam la carità!...
Noi siamo poveri di buona bocca/siam pronti a prendere quel che ci tocca
Deh! soccorreteci, per carità,/che carnevale, morendo sta!
Il grande Maestro tedesco a volte si firmava in modo bizzarro, usando solo le consonanti del cognome. Quell’abbreviazione forma oggi il marchio BTHVN2020, ideato in Germania per raccogliere le iniziative del giubileo che sono tante, come qui su Zafferano ho già ricordato nel dicembre scorso quando sono iniziati i festeggiamenti per il compositore nato a Bonn 250 anni fa.
Sasha è un flauto particolare, ha un nome e un account Instagram; fa coppia fissa con la cantante Lizzo e i due hanno appena vinto tre premi alla serata dei Grammy Awards 2020 dove anche Sasha ha fatto un ingresso da star (https://youtu.be/qTxXyL3AfYw).
«Sai almeno fischiare?» Ė la famosa domanda di Don Bosco a un ragazzo che proprio non sapeva fare nulla, neanche cantare. Fischiare però sì, e questo è bastato al Santo torinese per cominciare, da qualche nota zufolata insieme, un percorso di educazione alla vita, al lavoro e all’allegria.
“Una scatola nera in cui le note tintinnavano come le ossa della borghesia”: questa la definizione del pianoforte, paragonato a una bara, che fu slogan durante la Rivoluzione cinese.
Il terzo lunedì di gennaio è il Blue Monday, a quanto pare il giorno più triste dell’anno.
Chiunque abbia stabilito che esiste, chissà se si è chiesto quale musica ascoltare per affrontarlo: triste per essere in sintonia con la giornata o allegra per contrastarla?
Su un palcoscenico un’orchestra è pronta a suonare. Entra Maria Callas, grandi applausi e si comincia: lei canta, l’orchestra suona. Non sono immagini di repertorio, video su YouTube. No, mi riferisco a uno spettacolo di fine 2019, un concerto dal vivo, o meglio, live sono l’orchestra, il suo direttore e il pubblico, la voce della Callas è registrata e la sua figura, che c’è e sul palco sembra reale, è un ologramma, la Divina in 3D.
«Sarà sempre un mistero per me, il perché proprio quest’ometto basso, sciatto, scostante, lunatico arrogante, avrebbe dovuto essere scelto per scuotere l’universo con la sua musica». L’uomo è Ludwig van Beethoven, a parlarne Leonard Bernstein che dice anche «è colossale, profondo, rivoluzionario, romantico, visionario… la sua musica ha il suono di qualcosa di eterno che ancora oggi ci fa sentire i brividi per l’istantanea consapevolezza che una scintilla divina esiste in ognuno di noi»
Centinaia di giovani in fila, al freddo della notte milanese del 13 novembre scorso, arrivati da tutta Italia muniti di sacco a pelo e thermos. Organizzazione autogestita, han passato il tempo conoscendosi, scambiandosi contatti, chattando, cantando (un po’ di tutti i generi musicali) e rispondendo ai giornalisti che documentavano la nottata.