Natale, un varco d’azzurro sull’orizzonte grigio del nostro quotidiano

La festa cristiana più di rilievo è ormai profanata dalle ingannevoli costellazioni luminarie che impazzano per le strade della città. I forzati dello shopping, ammaliati dalla gran kermesse pubblicitaria, bramano e spendono. Molti, per una istruzione di base o per assonanza culturale, hanno in memoria una vaga conoscenza religiosa che, però, non mobilita la coscienza e non stimola una convinta partecipazione spirituale. 

La morte è fuori o dentro la vita?

La morte con la quale tutti entriamo in contatto è una dimensione imprescindibile dell’esistenza. Quello che le conferisce importanza e significato è l’impatto che ha sulla nostra coscienza. Pertanto, è un atto di responsabilità di tutti dare spazio a questo tipo di argomento per renderci più consapevoli del valore della vita. «La meditazione sulla morte è una riflessione sulla vita, sulla sua realtà profonda e sul suo significato» (R. Garaudy). 

...il Sé è più distante di qualsiasi stella. (G.K. Chesterton)

In questa “modernità liquida” (Zygmunt Bauman) il processo di individualizzazione è un processo molto faticoso per l’uomo perché comporta un non facile impegno personale di autodefinizione e autoaffermazione. La conoscenza di sé non è una cosa data ma un compito mai finito. La nostra società individualista-occidentale ha teorizzato un “Sé Indipendente” dove la dimensione privata dell’Io ha un’importanza maggiore della pur rilevante dimensione pubblica, perché l’attenzione cade sulle emozioni, sui desideri, sui valori, sui ricordi e impulsi personali.

"Il potere è una parola di cui non capiamo il significato" (Lev Tolstoj)

Esplorare i confini del “potere” e definirlo nei suoi molteplici aspetti è un'operazione complessa che richiede l’analisi di elementi che riguardano l'universo delle pulsioni inconsce dell'animo e, insieme, le dinamiche del sistema sociale. Nella prassi sociale la parola “potere” indica la "capacità dell'uomo di determinare la condotta dell'uomo: potere dell'uomo sull'uomo" (Bobbio-Matteucci-Pasquino 1990). 

Riscoprire chi siamo e lo scopo per cui siamo qui

“Cerca di diventare non un uomo di successo ma piuttosto un uomo di valore”. (Albert Einstein)

L’uomo sa inventare cose nuove e sa fare cose straordinarie, si specializza nei dettagli più impensati del “reale” ma, spesso, non cerca e quindi ignora il vero senso della vita. 

Il cristianesimo: follia e sovvertimento delle logiche mondane

Mentre alcuni pensano che il mondo abbia cessato di essere cristiano e sia condannato all’insignificanza, altri parlano di giovinezza della Chiesa e del suo futuro. C’è, da tempo, un aperto dibattito tra innovazione e conservatorismo, ma il rischio di andare a «sbattere» contro una proiezione meramente sociologica o contro un’analisi astrattamente ideo-teologica, è molto elevato. 

Non c’è altra oscurità che quella dell’ignoranza (Shakespeare)

Viviamo nell’“età dell’oro dell’ignoranza... deliberatamente prodotta da potenti forze per lasciarci nel buio” (Robert Proctor, storico della scienza americano e professore di Storia della scienza alla Stanford University). Il deterioramento del mondo è legato non solo alla distruzione delle risorse naturali ma anche di quelle cognitive ed etiche. 

La vita si vive nell'incertezza

“L’epoca attuale è il tempo della mediocrità aurea e dell’insensibilità, della passione per l’ignoranza...Nessuno pensa; di rado si trova qualcuno che concepisce un’idea” (F. Dostoevskij - E. B Gordon). Senza rendercene conto, ubriacati di false luci e rumori assordanti, siamo uomini seduti su un treno in corsa, incerti sulla...

Cercare la felicità fuori di noi è come aspettare il sorgere del sole in una grotta rivolta a Nord

La vanità delle cose, la superficialità e l'egoismo rendono l’uomo estraneo o inquieto di fronte alla fragilità del transitorio. «... il divenire riempito di eventi e circostanze, corredato di concreti contenuti, fa solo rumore». (Jankélévitch) Va riscoperta la giusta gerarchia dei valori non sacrificando la qualità della vita all’inganno di un benessere ambiguo. Che cosa basta per essere felici?