Vita d'artista


Attersee

Nel congedarmi da voi per la pausa estiva, ho trovato una bella lettera di Gustav Klimt, che alle volte prendeva una piccola vacanza e andava sul lago Attersee a riflettere e a lavorare in solitudine.

Girava per i boschi con quello che definiva il suo “misurino” che gli consentiva di verificare in anticipo l’effetto compositivo di un determinato motivo. Era solito osservare il paesaggio da una tavoletta in cartone, che teneva in tasca, a cui aveva praticato una apertura quadrata, analoga alla forma dei suoi quadri. È un espediente molto utile che si utilizza tutt’oggi. Un grande esempio di questo metodo di lavoro è “Il faggeto” del 1903 di cui si parla nella lettera che invia alla moglie Maria, o il “Grande pioppo” esposto alla Biennale di Venezia del 1910. 

Buona estate!


Attersee, 1903

Cara Mizzi,

io sto bene e lavoro intensamente. Mi chiedi com’è la mia giornata: è molto semplice e abbastanza regolare. Al mattino mi alzo presto, verso le sei. Se il tempo è bello vado nel bosco qui vicino e dipingo un piccolo faggeto al sole interrotto dalle conifere. Vado avanti così fino alle otto, l’ora di colazione, poi vado al lago, dove faccio un bagno, con la dovuta prudenza, e dipingo ancora un po’: una veduta sul lago se c’è il sole, un paesaggio visto dalla mia camera, se è coperto; certe mattine invece non dipingo e studio i miei libri giapponesi all’aperto. Così arriva mezzogiorno: dopo mangiato , un sonnellino e qualche lettura fino all’ora di merenda, prima o dopo la quale faccio un altro bagno nel lago, non sempre ma abbastanza spesso. Dopo la merenda continuo a dipingere: un grande pioppo al crepuscolo, mentre sta per venire il temporale.

A volte il pomeriggio, invece di dipingere, vado a fare una partita a bocce nel paese vicino, ma succede di rado. Quando arriva sera si cena, poi a letto presto, per svegliarsi altrettanto presto. A volte faccio qualche remata, tanto per rinforzare i muscoli […]. E ora, cara Mizzi, devo separarmi da te da te e dal tuo piccolo esercito, con i saluti e i baci più cari. Addio

Gust

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