... quesiti che si trovano dentro l’enigma generale del quadro: perché questo quadro occidentale è stato ed è tanto importante nella cultura russa? Il libro è volutamente non accademico ed è dunque facile da leggere, appassionato e appassionante. Così uno scopre Dostoevskij in preghiera estatica davanti a questo quadro e Bulgakov in lacrime. Ritrova Bakunin che avrebbe voluto fare una rivoluzione marciando dietro alla Madonna Sistina e Tolstoj che non ne capiva il fascino ma, forse, almeno in punto di morte, avrebbe tanto voluto capirlo.
Di fatto, come racconta anche il film di Abbatangelo, è proprio l’intersecarsi dell’umano e del divino in quel quadro che risulta tanto potente ed enigmatico, fino a far pensare a Vasilij Grossman, autore russo eroe sia del film sia del libro, che esso rappresentasse l’anima immortale dell’essere umano nel suo momento migliore, quello di donna e di madre, mentre passa dentro tutti gli orrori della storia, portando una salvezza vittoriosa e paradossale.
Gaviglio giustamente riflette su questo incontro/confine tra cielo e terra, tra Russia ed Europa, tra un cristianesimo e l’altro. Questo punto di confine, nel quale nasce ogni bellezza, è ciò che la logica chiama vaghezza, il momento in cui un’idea, un oggetto, un termine sono ancora indeterminati: hanno già tutto la ricchezza futura di significati, ma non li hanno ancora definiti. A questa vaghezza, intesa nel suo senso più ampio, fisico, cognitivo e metafisico è dedicata una disciplina che avrà un futuro e che i lettori di Zafferano.news possono cominciare ad appuntarsi: orotica, da oros, lo studio dei confini. È in questo confine che nasce ogni bellezza e ogni desiderio, ma anche ogni successiva logica. È in questo confine misterioso che Raffaello ha intinto il suo pennello mentre dipingeva la sua e nostra Madonna Sistina.