IL Cibo


I vini di Torre Pernice recensiti dal produttore

Uscite al casello di Albenga e prendete per Garessio, alla prima rotonda alzate lo sguardo vedrete una torre di avvistamento del 1536 a base quadrata.

Fu costruita, pare, su manufatti di una villa romana, trasformata in un mansio fortificato nel medioevo. Una breve salita, un filare di aranci Pernambuco, file di cipressi: siete a Torre Pernice.

Vedrete 44.000 piante di vigna (nei tre cultivar Doc liguri: Pigato, Vermentino, Rossese), a Sud le torri dell’antica città romana di Albenga ed il mare. A Nord le Prealpi Marittime, dietro le Alpi innevate.

L’azienda vitivinicola Torre Pernice (0182.20042 - www.torrepernice.it), è a gestione famigliare (siamo in quattro, genitori e due figlie, tutti ingegneri), in unico corpo, è il vigneto più esteso della Liguria. Nella Torre, scendendo tre gradini, vi ritrovate nella sala principale di degustazione, con soffitto a volta e pareti in pietra. Qui non perdetevi il Pigato Selezione Bianca Maria Dulbecco. Uve Pigato raccolte prima dell’alba e subito vinificate in recipienti di acciaio per 48 ore a 4°C (criomacerazione). Nasce così un prodotto di eccellenza con un bouquet deciso, sentori di pesca e di altri frutti gialli si accompagnano alla caratteristica sapidità del Pigato. Pieno al palato, lascia una piacevolissima persistenza.

Vi racconteremo la leggenda di un tesoro nascosto in epoca napoleonica ed il ricordo della visita di Napoleone Buonaparte durante la I campagna d’Italia(1796). Incredibile in quanti posti sia stato l’auto nominatosi Imperatore.

Pigato Selezione a 12€ la bottiglia o degustazione in abbinamento con piatti tipici dell’entroterra ligure a partire da 10,00€ con la formula apericena, o a partire da 25 € per una piacevole cena. Ci sono anche cinque camere per chi vuole soggiornare da noi. Se siete abbonati a Zafferano, ditecelo, vi faremo una sorpresa!

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In questo numero hanno scritto:

Filippo Baggiani (Torino): commerciale settore moda, scrittore allo stato quantico
Angela Maria Borello (Torino): direttrice didattica, scuola per l’infanzia, curiosa di bambini
Angelo Codevilla (California): professor emeritus, viticoltore, tifoso di Tex Willer
Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
Roberto Dolci (Boston): imprenditore digitale
Marinella Doriguzzi Bozzo (Torino): da manager di multinazionali allo scrivere per igiene mentale
Giuseppe Failla (Siracusa): executive MBA, appassionato di football americano
Leo Leoni (Frosinone): agente assicurativo
Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro
Bianca e Roberto Sartori (Albenga): quattro ingegneri e una vigna