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Ipocrisia, parola tabù

In America i funerali si fanno anche molti giorni dopo la morte e, nel caso di George Floyd, l’attesa s’è protratta dal 25 Maggio al 9 Giugno: fattibile quando imbalsami il cadavere e lo profumi per bene. In questo periodo...

... un crescendo di manifestazioni, pubblici pentimenti, donazioni milionarie di attori, sportivi ed influencer, fino al funerale hollywoodiano. Bara dorata, poliziotti mascherati e schierati nel saluto militare, leader politici assetati di telecamera.

Da Marte un osservatore penserebbe che 400 milioni di persone si svegliano al mattino per eliminare il razzismo dalla faccia del Paese.  Ospedali e medici che fino a ieri ti piazzavano o sul divano di casa, o mascherati a due metri di distanza dal prossimo, ora ci dicono che in effetti manifestare all’aria aperta è un esercizio utile e benefico per il fisico. Tutto questo movimento, con l’occasionale lancio di oggetti per esercitare anche tronco e braccia, tonifica e rinforza il sistema immunitario.

Le statue di personaggi malefici, come Cristoforo Colombo o chiunque altro nei secoli passati si sia associato a schiavismo o razzismo, sono decapitate, buttate a mare o in altro modo distrutte. Aspettiamo con ansia che l’immagine di Washington sia eliminata, e cancelliamo la memoria razzista dei nonni e bisnonni dei 400 milioni di antirazzisti.  Martin Gugino, il bianco 75.enne ancora ricoverato con frattura cranica e danni cerebrali dopo lo spintone di altri poliziotti bianchi, ci fa sapere per bocca del suo avvocato che non vuole si parli di lui, ma che si tenga l’attenzione sul razzismo imperante. 

A venti giorni dall’assassinio di George Floyd le manifestazioni cominciano a rilassarsi, perché ora tutti professano il proprio antirazzismo come non ci fosse domani. Sindaci e governatori tolgono i fondi dalla polizia per darli all’integrazione raziale, mentre Trump s’è addirittura lanciato nel dire che la polizia deve usare la forza in modo compassionevole.  Nel giro di qualche giorno un leader religioso a caso, dal Dalai Lama al Papa, ci dirà che stiamo iniziando il lungo cammino di redenzione ed a quel punto: tana liberi tutti. La capacità di perdonare qualsiasi nefandezza, con apposite donazioni ed atti di pentimento pubblici, è caratteristica del nostro Paese.

Solo su Marte si potrebbe usare la parola ipocrisia: qui è tabù.  Quale ipocrisia poi?  Quella dei politici che da anni promettono fino a due ore dalle elezioni, e poi scordano o insabbiano qualsiasi aiuto alla scuola e trasporti per favorire l’integrazione razziale? Quella delle aziende che continuano a non dare le stesse opportunità ai neri?   Assurdo anche solo pensare ci sia ipocrisia.

Ci siamo pentiti, abbiamo riscattato i manifestanti portati in prigione evitando di pagare per i danni dei poveracci cui è stata spaccata la vetrina o bruciato il negozio, e dopo un qualsiasi momento catartico benedetto dal religioso di turno, il razzismo non sarà più un problema, ma sarà un tabù. 

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Tommy Cappellini (Lugano): lavora nella “cultura”, soffre di acufene, ama la foresta russa