Primo esempio incredibile, il candidato democratico a sostituire la Senatrice Collins del Maine, una di quelle cozze incollate alla poltrona da decenni, sempre pronta a vendersi l’anima e cambiare idea pur di stare con il potente di turno. Tra tutte le possibili alternative, chi vanno a scegliere i Dem? L’ennesimo veterano che porta in dote una serie di denunce per maltrattamenti e violenze sessuali. Prima ancora di entrare nel merito ed eventualmente in giudizio, come fai a scegliere il candidato che più facilmente verrà abbattuto dalla contraerea repubblicana? Incredibile, così corri il rischio che la Collins vinca ancora una volta. Ed ancora più assurdo, come fai a non avere un secondo candidato, o candidata, di riserva? Idiozia in purezza.
Qui non si tratta di ragionare sul fatto che Trump abbia oltre 30 sentenze in giudicato e tante altre in attesa di verdetto: il problema è che i repubblicani sono visti come più solidi paladini della giustizia, e non puoi proporre un mezzo criminale come alternativa. I Democratici continuano a soffrire gli eccessi woke di qualche anno fa, quando troppi di loro mettevano il cartello bello in giardino “black lives matters” (le vite dei neri contano) e sbraitavano di togliere i fondi alla polizia, se non pure eliminare interi presidi. Alcuni tra questi continuano a martellarsi sugli zebedei, proponendo ancora oggi di eliminare sia la polizia sia le carceri, una proposta politica che rende felicissimo il nostro Presidente, sotto nei sondaggi ma fiducioso di riprendersi, vista la concorrenza.
Tale Darializa Chevalier, candidata asina a NYC, ancora la settimana scorsa insisteva a dirci che è inutile mettere gli assassini in prigione, possiamo recuperarli con attività sociali in comunità. Li mandassimo a piantar patate in un campo afgano per 40 anni, magari il lavoro socialmente utile funzionerebbe, ma nessuno vuole avere un killer come vicino di casa, animatore dei bambini, o badante degli anziani. In molte città, politici democratici veramente asini pensano di conquistare voti depenalizzando i piccoli furti nei negozi e supermercati, e son sicuro che una manciata la racimolano anche, ma ne perdono palate tra la gente comune che non ne può più di trovarsi tutti gli scaffali chiusi a chiave per arginare questa impunità malandrina.
Così, a pochi mesi dalle elezioni di midterm, ci troviamo in un vicolo buio e tetro: da un lato queste idee folli sulla gestione del crimine, dall’altra i repubblicani che hanno buon gioco a dire che solo Trump ci difende, facendo saltare in aria le barche dei contrabbandieri di droga. Come sempre, sicurezza, salute e soldi sono i tre capisaldi delle elezioni: vedere un partito che coscientemente decide di buttare alle ortiche il primo suggerisce che le elezioni possano portarci ancora una volta qualche sorpresa. Sulla salute la partita è quantomeno pari visto che RFK Jnr alterna idee balzane a successi lampanti, mentre sui soldi stiamo peggio di due anni fa, quindi in teoria Trump dovrebbe perdere, ancor di più considerando la debacle israeliana. Ma se gli asini sanno stupire sull’argomento della sicurezza, rischiano di impantanarsi anche sull’economia.
Le recenti uscite alla Robin Hood dei sindaci di NYC, Seattle e di altri dem socialisti hanno immediatamente evidenziato il problema: non solo i ricchi, ma la maggiorparte della popolazione rifiuta tasse ed imposizioni totalitaristiche. Anche in questo caso Trump oha gioco troppo facile, chiamando “comunisti” questi avversari e sviando l’attenzione del popolo dal fatto che il costo della vita è veramente peggiorato, che si sta peggio oggi di ieri.
È veramente interessante che da anni il paese non riesca a districarsi dalle lobby, che da Washington ed altre importanti città riescono a piazzare dei candidati che non vorresti vedere neanche per la piantagione manuale delle patate afgane. Ed invece noi li votiamo, incredibile. Invece di cercare il migliore, in politica cerchiamo il meno peggio, ed i risultati sono davanti a tutti.
