Il Cameo


I "tabernacoli" del CEO capitalism: Crans Montana

Questa volta IA ha approvato il titolo con entusiasmo, di più, ha benevolmente così chiosato: “… sulla potenza dell’uso di un termine religioso per descrivere il capitalismo moderno, i suoi luoghi sacri, i suoi dogmi, i suoi luoghi venerati …”. Faccio notare che in questo caso il linguaggio, pardon, il lessico IA è rigorosamente massonico, ricco com’è di simboli e di metafore, ma tant’è.

La grande intuizione di IDEA è stata quella di proporre un modello organizzativo che nasce esente dai cosiddetti tabernacoli secondari (quelli ove sono contenute le ostie scadute o decomposte). Per farlo bisogna però conoscere in profondità i meccanismi che sono alla base degli esistenti modelli organizzativi, almeno quelli adottati in Occidente.

I modelli organizzativi delle grandi e medie organizzazioni umane in Occidente di norma si ispirano al cosiddetto modello 7S di McKinsey. Nella mia lunga vita professionale delle tante aziende conosciute e praticate le uniche che ho trovato esenti da tabernacoli secondari sono state la Ferrero, regnante Michele Ferrero, e New Holland, rifondata anche grazie all’accecamento dai tabernacoli di origine FIAT.

La mia lunga vita l’ho passata in quattro paesi, Italia, Stati Uniti, UK, Svizzera. Tutti con i loro identici modelli di CEO capitalism in purezza, tutti con i loro tabernacoli secondari opportunamente nascosti. In funzione del tipo e della dimensione dei territori questi tabernacoli possono essere parrocchiali o vescovili.

Come innamorato di IDEA, da un mese e mezzo leggo tutto ciò che trovo sulla vicenda Crans Montana, alla ricerca dei tabernacoli secondari . So in anticipo che in questo caso saranno tutti rigorosamente parrocchiali . Leggendo un documentato articolo sul Corriere del Ticino del 17 febbraio, si racconta di una mail inviata alla Polizia di Crans subito dopo l’evento criminale da parte del Fornitore di sedie, divani, pavimento, venduti nel 2016 ai coniugi Moretti, al momento della loro ristrutturazione del Constellation.

Ovvia la sollecitudine del Fornitore nel precipitarsi a confessare. Lui conosce le regole, sa che in questi casi la legge stabilisce che tutto l’arredo deve essere ignifugo (nel caso dei divani anche l’imbottitura lo deve essere). I prezzi degli arredi ignifughi sono del 15% superiori a quelli no, e lui ha la documentazione per dimostrare che sono stati i coniugi Moretti a rifiutarli. Di più, dice di avere insistito con i coniugi Moretti per la versione ignifuga e dice (sic!) che i due hanno risposto che avevano parenti in alte posizioni del Comune.

In conclusione, il Fornitore manda subito dopo l’evento criminale una mail alla Polizia di Crans, questa lo indirizza alla Polizia Cantonale, questa lo spedisce alla Procura vallesana. Fa molti solleciti per essere sentito, infine gli dicono che verrà chiamato, ma dopo due settimane conferma che nessuno lo ha fatto. Questa confessione il Fornitore l’ha fatta, curiosamente, al giornalista italiano Alessandro Politi della RAI. Interpellata dal Blick la Procura vallesana non ha ancora fornito spiegazioni sul ritardo.

Se tutto questo fosse vero, il Fornitore avrebbe scoperto uno dei tabernacoli secondari parrocchiali del Caso Crans Montana, offrendolo su un piatto d’argento alla Procura vallesana. Dopo 47 giorni neve e silenzio dominano il Vallese. Prosit!

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In questo numero hanno scritto:

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Guido Saracco: già Rettore Politecnico di Torino, professore, divulgatore, ingegnere di laurea, umanista di adozione.