«Sull’agora, qui in folla chi attendiamo?»
«I barbari che devono arrivare»
Kostantinos Kavafis (1863-1933)
Abbiamo buttato alle ortiche il primo quarto del XXI secolo. Perché?
È mezzogiorno in punto, è una fredda giornata di gennaio, il ristorante sul lago in quel di Paradiso ha appena aperto, i due vecchi amici hanno fatto la solita comanda al solito cameriere: acciughe del Mar Cantabrico con burro salato ai ricci e pane di segale, poi una porzione di fritto misto di calamari e ciuffetti da dividere in due, con il piatto messo al centro , mangiandolo (rigorosamente) con le mani. Due calici di vermentino sardo, due caffè, 150 franchi in due.
Tanti auguri, America
Dal 4 luglio 1776, con la Dichiarazione d’Indipendenza ad oggi, quest’anno l’America spegne 250 candeline: avrà il fiato per farlo? La rivoluzione ed il distacco dall’Inghilterra iniziano qui a Boston, dove gli buttiamo il tè a mare, ribellandoci alle tasse ed al colonialismo inglesi.
La guerra richiede leader adatti alla guerra
Ragazzi, ci siamo
Cibo o salute? Il drammatico dilemma delle renne sami
Il politically correct sta precipitando nel pensiero unico
Un’università piccola e del sud
Lunedì 26 gennaio, giorno di San Timoteo, giovane discepolo prediletto di S. Paolo le cui ossa si trovano a Termoli, Molise, ho smesso di essere un professore dell’Università del Molise per aggregarmi a quella di Bologna, Alma Mater di tutte le università.
L’amore al tempo delle macchine
Se nell’ultimo editoriale abbiamo osservato come un antropomorfismo “moderato” favorisca lo sviluppo industriale degli androidi destinati alla sostituzione dell’umano in contesti lavorativi o dedicati alla cura di anziani o pazienti non indipendenti, oggi conviene spingersi su una frontiera tecnologicamente adiacente ma culturalmente più scivolosa: quella dei sex robot. A differenza dei precedenti, questo è un ambito che, più di altri, rende evidente come l’antropomorfismo non sia un semplice esito tecnologico, ma una condizione di accettabilità commerciale.
Pompa la bolla
Nel 2025 le aziende dell’intelligenza artificiale hanno licenziato centinaia di migliaia di persone con la scusa che grazie alla nuova tecnologia diventavano più produttive. La realtà è ovviamente diversa: nel corso degli anni, e specialmente con la pausa Covid e lavoro da casa, le multinazionali avevano assunto senza limiti, pagando stipendi importanti, tanto i loro margini consentivano grandi profitti.
Settimana mozartiana
L’ultima settimana di gennaio il mondo musicale celebra Mozart, quest’anno nel 270° compleanno e a Salisburgo, città natale del compositore, è tempo della Mozart Week 2026, festival che compie settant’anni.
Propaganda
Riflettevo qualche giorno fa, con Vittoria Coen, critica d’arte e curatrice di alcune mie mostre, di come gli studenti siano diversi anche solo rispetto a pochi anni fa.
Don Bosco parla ancora al nostro tempo
Viviamo in un’epoca che non tollera le rughe. La giovinezza è diventata l’unica età socialmente accettabile; tutto il resto va nascosto, accelerato, sostituito. È una logica spietata che pervade la cultura contemporanea e che, in forme diverse, è stata anche propria dei totalitarismi del Novecento: esaltare la forza, la velocità, l’eterna novità, rimuovendo la fragilità, la lentezza, la memoria. In questo scenario, la vecchiaia viene percepita come un degrado, una perdita di valore sociale, addirittura una colpa, un difetto di fabbrica.
Alla ricerca della soluzione
Edoardo e Carlo, 4 anni, stanno litigando.
Mi avvicino e dico: "Dai, provate a trovare una soluzione.”
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