Notizie dagli USA


Che naso grosso che hai, Guerra

Come per Pinocchio: che naso lungo che hai, Guerra.

Se già la guerra è male e menzogna, questa campagna iraniana sembra superare i precedenti record in termini di bugie ed ipocrisia.

Chi ricorda, solo qualche mese fa, quando Trump e Bibi ci raccontavano di aver sparato missili sull’Iran per annientare il loro programma nucleare e di missili balistici? E dove mettiamo le promesse di Trump di scappar via dal Medioriente, ridurre il budget della difesa, e non impicciarsi più della democrazia altrui? E cosa vogliamo dire dell’ipocrisia dello scatenare la protesta di piazza a Teheran, causando 34.000 ragazzi uccisi o picchiati ed imprigionati, per poi bombardarli perché non hanno rovesciato il regime?

Ho appena chiuso il corso di gestione del conflitto, che ogni anno tengo a dottorandi del Politecnico di Torino e che da troppo tempo finisce per toccare i conflitti armati del momento. In passato ho avuto studenti russi ed ucraini, chiaramente stressati da quanto avveniva ed ancora avviene a casa loro. L’altro giorno un azerbaigiano ed un iraniano han spiegato tutta la preoccupazione del pensare ai loro amici e famigliari a tiro di bombe; altro che teorie dei giochi. La guerra, confusa col videogioco dallo schermo, non e’ la stessa cosa raccontata da chi ci passa, o chi ha cari sotto le bombe. Altra ipocrisia incredibile: vedere schiere di politici parlarci di questo dramma con la massima nonchalance, come il Presidente che ci avverte che perderemo dei ragazzi, che si sacrificheranno per la nostra sicurezza, con il sorriso stampato.

Ma dove, in Iran? Quello che avevi già distrutto coi suoi missili ed ora stai bombardando alla preistoria? Cos’abbiamo da temere quando il nostro stesso Pentagono e CIA assicurano che non ci sono rischi? Non sarà che hai cambiato slogan, da Make America Great Again (MAGA) a Make Israel Great Again (MIGA)? A pensar male si fa peccato, ma tra le centinaia di milioni che prendi dalla lobby ebraica, e fedeli ricchi come Larry Ellison, che ora oscura media e social media non allineati alle linee guida di Bibi, un vaghissimo sospetto di esser presi in giro, potrebbe sorgere.

Non è un caso che solo il 27% degli americani apprezzi motivazioni, scopi, tempi e sforzo di questa guerra, mentre in Israele l’80% è felice e contento: ci credo, paga zio Sam. Importante notare che l’opposizione americana alla guerra è bipartisan, mette assieme Democratici e Repubblicani, cominciando da quelli che un anno fa erano i più sfegatati supporter di Trump e che ora si devono ricredere, capendo di esser stati presi in giro dalla solita lobby.

Mentre tutte le borse mondiali crollano, l’unica che cresce è quella israeliana, e per forza: arrivano miliardi in dollari ed in missili, a carico dei contribuenti americani. Gli europei come al solito balbettano frasi di circostanza per tenere i piedi in due staffe: quella che non fa arrabbiare Trump, e quella che da’ la parvenza di superiorità morale, di chi non bombarda i bambini, futuri terroristi.

I checks and balances, ossia i controlli che dovrebbe garantire una stampa libera ed investigativa, che indaghi e se serve sputtani politici ipocriti e corrotti, sono assenti all’appello. Una troupe cinese arrestata in Israele per aver ripreso uno scoppio da missile iraniano, un paio di giornalisti CNN intimoriti della propria ombra mentre spiegano le incoerenze dei messaggi che ci arrivano dalle élites, ed una frotta di giornalisti censurati sui social media tra America, Europa ed Emigrati.

Oggi come allora, per un Pinocchio col naso grosso e lungo, serve un Grillo Parlante, serve ridare voce alla coscienza del buon senso comune. Succede solo nelle favole? Speriamo di no.

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Zafferano

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In questo numero hanno scritto:

Umberto Pietro Benini (Verona): salesiano, insegnante di diritto e di economia, ricercatore di verità
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Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
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Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro
Guido Saracco: già Rettore Politecnico di Torino, professore, divulgatore, ingegnere di laurea, umanista di adozione.