Musk è arrivato al governo in modo dirompente, come peraltro ha fatto nel settore automobilistico, aerospaziale, o quando in una notte di baldorie ha inventato il lanciafiamme che il giorno dopo ha fatto produrre in 10.000 esemplari. Il Musk che parcheggia i razzi in retromarcia ora è ventre a terra, con un gruppo di ragazzini, a ravanare tutte le spese e gli sprechi dell’amministrazione pubblica. È partito dai dipartimenti più inutili, e lo attendiamo speranzosi al più spendaccione e pericoloso: la difesa.
Gli USA spendono $880 miliardi l’anno in armi, equipaggiamenti e forze armate, e pensate che l’investimento nel conflitto ucraino è stato solo una minima parte della spesa annua. Non scrivo “investimento” a caso: con quello che abbiamo guadagnato vendendo gas all’Europa, con i contratti acquisiti sia per la difesa sia per le altre industrie, e con le aziende che si sono convinte obtorto collo ad aprir bottega qui, mai dollaro fu speso meglio. Ma lo stesso conflitto ha anche portato a galla un problemino: a quanto pare pale e lavatrici russe picchiano come i nostri missili più costosi, chi l’avrebbe mai pensato?
E cosa dire dei sistemi di guerra elettronica che pure l’Ucraina compra sottobanco dalla Cina? Già, i prodotti occidentali non sono all’altezza, e tutti i nostri miliardi sembrerebbero un tantino sprecati se non fosse per i guadagni ottenuti. Questo enorme spreco ha radici lontane: da svariate presidenze gli americani sono intortati col discorso di avere terribili nemici, per cui è imprescindibile spendere a mannella per proteggerci dal demonio.
In pratica siamo passati dall’avere 51 aziende che lavoravano anche per la difesa, oltre ad altri settori industriali, alle attuali cinque che si pappano quasi il 90% del budget e fanno solo armi. Così scopri che paghiamo $67.000 per un sacchetto di viti, lo stesso che in ferramenta compri a $4.5, o $14.000 per un copri-water che all’Ikea prendi per $40, o il casco da $400.000 cadauno, che manco i piloti di Formula Uno se lo sognano.
Ricordiamo che prima che Musk facesse razzi spaziali, spendevamo $12.000 per ogni chilogrammo spedito in orbita, adesso stiamo sui $1.000 scarsi e lui promette di abbatterli ulteriormente. Questo è un dettaglio non da poco: Elon non è un vacuo consulente spara PowerPoint, tende a fare le cose che dice.
Trump lancia un’altra ancora e spaventa tutto il Pentagono: chiama Putin e Xi e propone di abbattere tutti i budget della difesa del 50%, loro non stanno nella pelle. Oggi i nostri $880 miliardi equivalgono alla somma degli undici paesi che ci seguono in graduatoria, e la logica del Presidente è semplice: se amici e nemici abbattono questa spesa, comunque sprecata, va bene a tutti. È come mettere delle regole del gioco sulla guerra, come i vecchi trattati di anti-proliferazione nucleare. Chi non potrebbe essere d’accordo?
Quelle cinque aziende che hanno fatto tombola con i conflitti ucraino e palestinese non sono d’accordo, ed hanno i contatti, mezzi e sicuramente l’interesse per accorciare la vita di Musk e Trump su questa terra. Vediamo come si muovono. Sicuramente Musk è amato-odiato come pochi altri al mondo, ed ora che è al governo per ridurne la spesa, dovrà stare molto attento alla sua pelle.