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Con Calc di LibreOffice metterete in ordine tutti i numeri della vostra vita

Siamo arrivati al secondo programma contenuto all’interno della suite LibreOffice. Sto parlando di Calc, un programma utile e intuitivo, facile da imparare, sia per chi si avvicina la prima volta ad un foglio di calcolo, sia per chi proviene da un’altra suite per ufficio, sia per chi invece ha già una discreta esperienza e necessita di funzioni più importanti. Con Calc potremo fare delle tabelle, oppure memorizzare la nostra collezione di dischi, inserire dei grafici, delle formule.

Così come per Writer, che salva i documenti nel suo formato nativo (.odt), così Calc salva i fogli di calcolo nel suo formato nativo (.ods).

Se avete già dei fogli di calcolo nel formato di Microsoft Office, ovvero sia Excel, li potrete aprire tranquillamente senza nessuna difficoltà. Per correttezza può darsi che alcune funzionalità le troverete in posizioni diverse rispetto a MSO, ma si tratta solo di avere un po’ di pazienza per imparare dove LibreOffice Calc le ha messe. È importante ricordare che, se dovrete poi successivamente inviare il vostro foglio di calcolo ad altre persone, occorre sincerarsi prima se le stesse hanno a loro volta LO Calc oppure se hanno MS Excel. Nel primo caso salverete il vostro lavoro in formato .ods, nel secondo caso salverete il vostro lavoro nel formato proprietario .xlsx. Oppure un’altra soluzione, se lo stesso non deve essere modificato, lo potete salvare nel formato .pdf.

Come scrivevo la volta scorsa, il menù a destra è un menù adattivo, ovvero, in base al programma che stiamo usando, vi presenta gli strumenti che maggiormente vengono utilizzati. Questo proprio per ribadire la intuitività di LibreOffice e per essere un valido strumento per tutti, ma soprattutto per chi lavora, così da non fare perdere tempo prezioso nel cercare quello che si serve, avendo tutto a portata di click. Avrete notato che all’inizio parlo di foglio di calcolo e non di foglio Excel. Questo perché siamo stati indottrinati da tempo nel definire un formato proprietario, Excel appunto, come standard con il quale diamo il nome ad un programma.È come chiamare la crema di nocciole con il nome della marca più conosciuta, o come chiamare nastro isolante, anche in questo caso, con il nome di un’altra azienda famosa. Sembra un aspetto secondario, ma a mio avviso è importante ribadirlo. La prossima volta parleremo di Impress, il programma che si serve quando dobbiamo fare delle presentazioni.

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In questo numero hanno scritto:

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Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
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