Zafferano Vox


Zafferano Vox

Dedicato a “Uomo Dimenticato”

Si svegliò alle sei, come ogni domenica; gli altri giorni si svegliava alle cinque.
Era la Vigilia di Natale del Ventitré.
Su una pagina scrisse il titolo “Zafferano Vox”.
In alto, i quattro nomi degli autori, in ordine alfabetico, che di Zafferano erano anche fondatori.
Le danze potevano cominciare.

Un nuovo libretto teatrale a più mani sarebbe nato.
Si trattava di scriverlo nella modalità scanzonata-riflessiva tipica di Zafferano.
Sarebbe stato pubblicato in occasione dei cinque anni di vita, sempre in crescita, di uno Zafferano.news orgogliosamente sempre gratuito e sempre senza pubblicità.
Unico ad affermare di praticare un giornalismo reputazionale.
Zafferano aveva confermato di essere il luogo dove era possibile respirare aria pura, in amicizia, in serenità.
Lavorando volendosi bene.
I quattro amici si buttarono nell’avventura, dividendosi i compiti.
Perché un testo teatrale?
Perché il “Teatro scomparirà dal mondo per ultimo, dopo la morte dell’ultimo umano” ripeteva spesso uno di loro.

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Zafferano

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In questo numero hanno scritto:

Angela Maria Borello (Torino): direttrice didattica scuola per l’infanzia, curiosa di bambini
Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
Roberto Dolci (Boston): imprenditore digitale, follower di Seneca ed Ulisse, tifoso del Toro
Giovanni Maddalena (Termoli): filosofo del pragmatismo, della comunicazioni, delle libertà. E, ovviamente, granata
Barbara Nahmad (Milano): pittrice e docente all'Accademia di Brera. Una vera milanese di origini sefardite
Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro