Il Cameo


I CEO cartonati-generativi creano valore sia quando accorpano sia quando dividono? Incredibile!

Un lettore di vecchia data diventato amico mi ha posto una domanda che ho trasformato in titolo, aggiungendo ”Incredibile”! IA me lo ha autorizzato dandogli il voto finora più alto Ottimo – Accattivante – Intellettualmente stimolante.

Creare valore è un curioso termine del business e del management che tanti anni fa si è inventato la Corporazione dei CEO. Una corporazione composta da tutti quelli che fanno parte della sua Corte, con il tempo diventata dei miracoli: un mazzo di assistent to, portavoce, consigliere di amministrazione dedicato, CFO, CHRO, consulenti vari, ghostwriter, personal trainer, cacciatori di teste, sindacalisti di fiducia, banchieri e avvocati d’affari, giornalisti e politici dedicati, bodyguard, piloti di jet ed elicottero, chauffeur, massaggiatori-massaggiatrici, igieniste dentali.

La definizione più corretta è quella proposta da IA: Creare valore significa generare un beneficio (economico, sociale, personale) per i clienti e gli altri stakeholder, in modo che il valore percepito sia superiore ai costi sostenuti o alle alternative percepite. Questo processo non si limita al solo profitto, ma coinvolge anche la soddisfazione del cliente, lo sviluppo dei brand, l’innovazione e (geniale!) la mitica sostenibilità a lungo termine.

Come si può notare tutti aspetti “soft” che la Corte, se giudicato necessario all’interesse aziendale, manipola con intelligenza e correttezza formale, per cui la creazione del disvalore (che dovrebbe essere il pendant del valore creato) non è mai esplicitato.

Questo schema può essere letto meglio alla luce del recente Caso Kraft Heinz. In quest’ottica ho creato un nuovo temine per il mondo del business e del management del XXI secolo sia pur sotto l’ombrello dei CEO Cartonati-Generativi, maghi della pioggia che creano valore sia quando accorpano sia quando dividono.

Se andate ai giornali e ai comunicati stampa del 2015 leggerete come grazie all’intuizione di Warren Buffet (Il mitico mago di Omaha, ricordate quello che con il suo compagno di merende Bill Gates voleva pagare più tasse?) si fossero fuse Kraft e Heinz. L’ambizione del duo salse e ketchup era di creare un gigante industriale capace di dominare il mercato alimentare globale, fatturando 46 miliardi di $ (non sono riuscito a trovare il dato di oggi, il valore sarà più alto, più basso o uguale?). Ed ecco la parola chiave del CEO d’allora: creeremo valore attraverso la strategia delle economie di scala, cioè accorpando.

Dieci anni dopo il CEO Carlos Abrams-Rivera ci dice che ora si dividono per poter “Scatenare il potere dei marchi e sbloccare il potenziamento del nostro business”. Non avendo capito la ratio vado a leggere cosa dice il Presidente di Kraft Heinz, Miguel Patricio: “Dividendoci potremo destinare il giusto livello di attenzione e risorse per liberare il potenziale di ciascun marchio”.

Getto la spugna: non capisco i ragionamenti e il linguaggio dei CEO Cartonati-Generativi. Quando costoro, mi auguro presto, saranno ai giardinetti (con ovvie stock options fantozzjane) proporrò agli azionisti Kraft Heinz il modello organizzativo IDEA + IA + nuovo contratto sociale, lo ritengo più trasparente, quindi più serio.

Temo che sarà troppo tardi. Per tutti. Prosit!

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