Musica in parole


Giorgio Gaber e Gioacchino Rossini

“Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, il gioco d’azzardo alla Scala si pratica regolarmente nel ridotto dei palchi, come fuga dall’opera ma anche come sostentamento della stagione…”. Così si legge sul sito del Teatro milanese e in generale giochi e lotterie erano di casa nei teatri lirici italiani.

In quegli anni a Milano un ragazzo di nome Domenico Barbaja, povero, garzone di caffetteria semianalfabeta ma intelligente e spregiudicato, costruì la sua fortuna anche sul gioco d’azzardo, ottenendo l’appalto del gioco alla Scala. Riuscì poi a gestire persino l’attività artistica del Teatro scaligero e di numerosi altri, compreso il San Carlo di Napoli, dimostrandosi impresario di valore.

La figura di Barbaja è uno dei personaggi di spicco di Rossini! Rossini! - film del 1991 diretto da Mario Monicelli - ed è stato Giorgio Gaber a interpretarlo.

Rossini aveva solo 23 anni ma già vantava molto successo e fama quando si trasferì a Napoli su invito del Barbaja che gli affidò la direzione del San Carlo. Per il compositore pesarese furono anni di ancora maggior prestigio, influenza artistica, popolarità e ricchezza; quest’ultima in parte proprio grazie a Barbaja e alla gestione dei giochi nel foyer del teatro.

L’impresario, uomo geniale ma un po’ rozzo e dai modi sbrigativi, aveva innegabile fiuto organizzativo, capacità manageriale e fu un vero talent scout, come diremmo oggi. A lui parecchi importanti compositori e interpreti dovettero davvero molto.

Rossini ebbe con l’impresario un legame stretto e complesso, fatto di sinergia e scontri al tempo stesso ma alla lunga restò la stima e probabile affetto tra loro.

Un rapporto che emerge nelle scene del film di cui trovate qualche minuto qui . Accanto a Barbaja/Gaber un giovane Rossini, ruolo ricoperto da Sergio Castellitto.

Di Giorgio Gaber sono molto ricordati quest’anno - nel ventennale della scomparsa - i tanti ruoli artistici che ha avuto, comprese le sue esperienze da attore. L’interpretazione di Barbaja, nel contesto della storia del teatro lirico in Italia, fu un successo personale di Gaber e gli valse una candidatura al David di Donatello nel 1992.


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In questo numero hanno scritto:

Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro
Angela Maria Borello (Torino): direttrice didattica scuola per l’infanzia, curiosa di bambini
Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
Roberto Dolci (Boston): imprenditore digitale, follower di Seneca ed Ulisse, tifoso del Toro
Barbara Nahmad (Milano): pittrice e docente all'Accademia di Brera. Una vera milanese di origini sefardite