Chiacchiere


Provaci te a rilassarti se ne sei capace

Fenton House è un palazzo mercantile del XVII secolo situato nel quartiere residenziale e altamente gentrificato di Hampstead, nel nord di Londra, per eccellenza il sobborgo degli intellettuali, degli artisti, di musicisti e scrittori.

Ma non solo, l’area è conosciuta anche per l’Hampstead Heath, un grande spazio verde, anch’esso molto ben frequentato, che offre, fra le altre cose, un panorama niente male sul centro di Londra, che spazia dal 30 St. Mary Axe, quel grattacielo della City a forma di cetriolo, affettuosamente ribattezzato appunto Gherkin (cetriolino) fino al London Eye. Insomma, un bel posto dove oziare per qualche ora e uscire dalla frenesia della capitale e dei ritmi incessanti del “da fare” quotidiano.

Ma se voleste trattenervi più di qualche ora o addirittura indugiare un intero fine settimana, sappiate che anche quest’anno, non a caso, il web magazine Idler, bimestrale di Arte e Cultura dedicato alla filosofia dell’ozio come liberazione e rinascita, trasformerà la dimora di Fenton House, con il suo frutteto e i suoi giardini ornamentali, in una scuola dei sogni, un weekend bucolico e lenitivo in cui sarà possibile semplicemente rilassarsi e cullarsi nel dolce far niente o magari seguire seminari, partecipare a workshop, godersi della passeggiate nel verde, partecipare a corsi di disegno, musica, poesia, apicoltura, meditazione e molto altro, in un fitto e interessante programma di incontri che da venerdì 10 a domenica 12 luglio costituiranno l’essenza del The Idler Festival 2020. Un appuntamento imperdibile dunque, per chi intenda allentare la tensione psicofisica senza se e senza ma. Ho inserito questa specificazione non a caso, perché molto spesso e paradossalmente più si è stanchi e provati, più le nostre resistenze si ergono a vere e proprie dighe, fino a isolarci e trasformarci in creature aliene e refrattarie a qualsiasi tipo di autoindulgenza. Potrebbe essere rischioso partecipare all’Idler Festival se non si è disposti a ritrovare almeno per un week end la parte più autenticamente fricchettona di noi stessi. Considerate, ad esempio, che non sarebbe poi così strano se vi trovaste a partecipare a una conferenza seduti su un cuscino, con la vostra headliner, disinvolta e scalza, adagiata sul letto, con un calice di bianco intenta a leggervi alcuni passi della sua ultima pubblicazione. O magari potreste ritrovarvi ad assistere impotenti a una lezione di ukulele o a una class di clavicembalo. Sì d’accordo, ci saranno i cocktail e saranno tutti buonissimi, ma bisogna essere preparati, certe cose è bene saperle prima.

Quindi, se siete disposti ad imparare a oziare e ad aprire la mente nonché quella camera stagna che avete al posto del cuore, allora fate in fretta perché potreste addirittura accaparrarvi uno degli ultimi biglietti super scontati in anteprima, ma dovete essere veloci. Altrimenti prezzo pieno. Ma per il cuore e l’anima, si fa questo e altro.

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Zafferano

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In questo numero hanno scritto:

Filippo Baggiani (Torino): commerciale settore moda, scrittore allo stato quantico
Angela Maria Borello (Torino): direttrice didattica scuola per l’infanzia, curiosa di bambini
Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
Roberto Dolci (Boston): imprenditore digitale, follower di Seneca ed Ulisse, tifoso del Toro
Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro

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