Il torpore da vaccino e la sociopatia logistica

Per uno studioso del CEO capitalism, scanzonato come me, il biennio Venti-Ventuno, sia sul lato della dottrina, sia su quella della execution, mi sta dando (purtroppo!) grandi soddisfazioni personali: aver capito con largo anticipo il fallimento di una intera classe dirigente fatta con lo stampino, tutta comunicazione da talk show ma incapace di gestire la complessità, da loro stessi creata. Se la “amazonizazione”, leggi “sociopatia logistica” (ne rivendico il copyright) del mondo occidentale dovesse andare avanti come...

Caro dottor Draghi, le abbiamo consegnato un'Italia "di dolore ostello". Che fare?

Come sempre ho fatto con tutti i suoi predecessori, dopo alcuni mesi dalla loro andata al potere, le scrivo. Non si senta in dovere di rispondere, nessuno di loro l’ha fatto.

Non dia alcuna importanza (e così i lettori) ai miei giudizi. Un vero leader, in un tempo come questo di miserabili ideologie, rese ancor più miserabili dalla loro execution, deve avere il coraggio di seguire i suoi appetiti di libertà e di indipendenza, ovunque lo portino, senza però mai abdicare alla sua umanità. Sono certo che lei, alla fine del premierato, amerebbe essere considerato più grande come uomo che come banchiere centrale o premier, portatore sano di umanità. Così chiudono in bellezza le persone perbene, non così i vanitosi o...

Una profonda, infinita stanchezza e la sensazione soffocante di respirare anidride solforosa. La peste di quest’epoca

Più passano gli anni, specie quest’ultimo, più il CEO capitalism, la peste di quest’epoca, appare invincibile. Io lo studio da tanti anni, non può essere così, oggettivamente. I suoi gestori, nell’infinita arroganza che li connota, non sanno che qualsiasi attività umana deve sottostare alla legge della “foglia di tiglio”: nulla e nessuno è immortale.

Il vaccino Moderna e io ci siamo incontrati in comune

Una dozzina d’anni fa decisi che avrei lasciato, dopo tre lustri, Londra, e che il mio lavoro non sarebbe più stato retribuito da terzi, ma offerto gratis, per quel che valeva (penso nulla), al mio paese. Non sapendo far altro che leggere, scrivere, lavorare, scrivo ogni giorno sia Camei, sia saggi, ora anche romanzi (non perdetevi Il Processo di Achille K. - un tocco di pubblicità non guasta). Lo faccio con autodisciplina prussiana, indosso i miei occhiali rosa d’ordinanza per osservare persone e cose, scrivo, e sono felice.

Fare lo scrittore ormai è il mio mestiere. E sono pure felice di...

Il doppio compleanno di Zafferano.news

Il giorno del solstizio di primavera 2019, quando la durata del giorno e della notte fu la stessa, nasceva Zafferano.news. Poco prima avevo scoperto di convivere con un feroce carcinoma. Rifiutai qualsiasi forma di turismo oncologico, diedi a due amici medici torinesi una delega totale sulla cura: a loro affidai la mia “vita”, mi tenni lo “stile di vita”. Approccio manageriale in purezza. Loro fecero quello che ritennero giusto, io ci scrissi un libro. Da tre anni, ogni trimestre, faccio una super puntura da 500 €, le analisi successive sputano un numerino, se è buono io guadagno tre mesi di vita. Punto.

Zafferano.news ha avuto un successo straordinario, grazie... 


E se le “cattive” Big Pharma volessero sfilarsi dal business vaccini?

Noi di Zafferano.news, da un anno a questa parte, non abbiamo scritto alcunché su COVID 19. Nel frattempo, abbiamo letto tutto e il contrario di tutto. I risultati, morti per milione di abitanti e perdita del PIL, sono lì, spietati a confermare il fallimento della classe dominante. Ora è arrivato al potere, in luogo di “maggiordomi”, inetti e chiacchieroni, un “padrone” vero, Mario Draghi. Dalle prime mosse, essendo uno che studia prima di parlare e di scrivere, ha capito che il problema vaccini è molto più complesso di come pensasse il suo predecessore.

Il calcio sopravviverà al virus di Wuhan?

Pier Paolo Pasolini, perdutamente innamorato del calcio (specie di periferia), coniò una serie di importanti definizioni. Eccone alcune: “E’ uno sport, più un gioco” oppure “è un concetto” ovvero “è una rappresentazione sacra” oppure “è l’ultimo grande rito” o ancora “è un oppiaceo terapeutico”.

Io ne preferisco un’altra, sempre sua: “è un sistema di segni, quindi un linguaggio”. Una lingua della quale i giocatori ne sono...

Addio al mito Ferlinghetti, un vero libraio

Uno dopo l’altro se ne sono andati i miti della mia giovinezza “ribelle”: è morto a 102 anni Lawrence Ferlinghetti. Ogni volta che sono stato a San Francisco (tante) sono andato alla sua iconica libreria, con dipinta sul vetro, in un giallino uovo, la scritta “City Lights Bookstore”, ispirato, immagino, al film muto di Charlie Chaplin, Luci della Città.