Alle élite politiche, economiche, culturali e religiose la situazione è sfuggita di mano

Osservo come questo governo gestisce il post “Virus”, ascolto il linguaggio contorto del Premier, tento di decifrare il silenzio enigmatico del Presidente: mi pare ancien régime in purezza.

Il “Virus” è stato un terremoto inatteso scaraventatosi sul modello politico, economico, culturale (CEO capitalism) dominante da 30 anni. Ora scopro che le leadership non hanno una strategia per sciogliere il dilemma cibo vs. salute. Si limitano a ripetere il ritornello “dobbiamo contemperare la salute con l’economia” ma nel frattempo hanno preso decisioni basate...

Trump in maschera

In questo weekend di ottobre centinaia di milioni di cinesi, belli come il sole, sono in giro per il loro Paese: turisti spensierati. Il Covid non è più un problema, l’economia tira più di una coppia di buoi, le esportazioni sono ripartite verso quei Paesi che hanno aiutato la domanda mentre il loro leader Xi Jinping ha preferito aiutare l’offerta.  Xi adesso sorride, pensando al biondo avversario.

Dall’altra parte dell’oceano centinaia di milioni di americani, increduli, guardano un Trump spaventato e pallido che affronta cure sperimentali per uscir dal Covid. Non mancano menti agili come quelle di Michael Moore a suggerire che il contagio potrebbe essere un fake: Biden esce dai media, il Presidente tra due settimane rientra...

E pluribus unum: da molte emergenze una sola

Non vi sarà sfuggito che recentemente si stia cominciando ad unire la narrazione riguardo al Covid 19 a quella dell’ambientalismo. Le narrazioni, però, appartengono alla letteratura, non rappresentano la realtà che è sempre più complessa.

Qualcuno può forse negare la crisi economica della zona euro, il Covid19 o l’inquinamento del pianeta? Certamente no, ma partendo da una verità si possono narrare tante fake news, o peggio fake truth.

Siamo passati dall’emergenza economica...

Il politically correct sta precipitando nel pensiero unico

Ho l’età per appartenere a quelle persone (perbene) che tanti anni fa di fronte agli studenti che affermavano a voce alta “il sapere è l’arma di pressione di una società bianca, fallocratica, eterosessuale” hanno sorriso, scosso la testa, detto “son ragazzi”. Erano i nonni di quelli che oggi depositano un fiore sulle confezioni di carne nel banco frigo dei supermercati dandoci degli “assassini” (di vacche e di pecore, of course). E noi sorridiamo: “son ragazzi”. Ci è sfuggita allora, ci sfugge oggi, la pericolosità del politically correct e della sua evoluzione. Mi ha confidato un amico, professore universitario in USA (mi ha pregato di non citarlo!) che colà le Università...

Intervista a Riccardo Ruggeri: "Solo chi è stato povero capisce il piacere di avere banconote fruscianti in tasca"

Caro Riccardo, è tradizione che, periodicamente, il diretùr di una testata, qualsiasi testata, intervisti o faccia intervistare il proprio Editore. In molti casi accade perché l’Editore ha qualcosa da dire e chiede spazio, in questo, invece, perché vorrei porti pubblicamente la domanda che ti faccio tutte le settimane in privato: come stai?

“Sono felice, grazie. Sto lavorando intensamente su un testo diverso, per stile e contenuto, da tutti quelli che ho prodotto finora. Credo che in autunno gli abbonati di Zafferano avranno una sorpresa di quelle grosse e persino...