Vita d'artista


Collage

È l’inizio dell’accademico con la presentazione del corso: tra le tecniche che insegno ai miei studenti, di certo la più amata è quella del collage, da non confondere con il découpage, usato nelle decorazione di scatole o mobili grezzi. Di fatto è un’invenzione delle avanguardie, soprattutto quella surrealista (anche se pure nel cubismo sono stati fatti degli esperimenti in tal senso), dunque un po’difficile da spiegare, ma i ragazzi alla fine del corso mi dicono spesso che è la tecnica che più li ha ispirati.

In che senso è un gioco surrealista? I surrealisti, in particolare quelli più inclini alle sperimentazioni tecniche e visive, hanno indagato nuovi mondi e usato il flusso di coscienza, mutuato dalle allora nuove teorie psicanalitiche, in modo creativo e spontaneo. È una tecnica definita “moderna”, anche per l’uso del materiale, perché è basata su immagini pubblicate sui giornali o riviste, oppure fotografie o anche testi… Pensiamo al cinema, che ne ha imitato lo stile utilizzando nei film gialli gli iconici messaggi costruiti con le lettere ritagliate dal giornale, del serial killer che non vuole farsi riconoscere.

Perché affascina ancora oggi gli artisti ma anche il pubblico? Perché l’impiego di materiali diversi rompe gli schemi, non solo dal punto di vista tecnico ma anche per i contenuti, perché è come se aprisse a mondi immaginari e immaginifici, surreali nel senso di “oltre la realtà” per l’appunto. Permette di utilizzare qualunque materia o oggetto e mescolare tecniche diverse tra loro in modo inedito, semplicemente lasciandosi trasportare dall’improvvisazione, come nel jazz. Con l’avvento del digitale la sperimentazione avviene direttamente sul pc, con una scelta di immagini direi infinita, magari per poi tornare al fisico. Ho notato alcuni giovani pittori che utilizzano il collage digitale mescolando realtà molto lontane tra loro e poi usandole come base compositiva per dipinti molto particolari, che appaiono fluidi, come fossero smembrati dall’interno.

Personalmente ho sempre usato il collage nei momenti di passaggio tra una serie di opere e un’altra, oppure quando non ho chiarezza e sento distanza dalla pittura. Mi accende sempre, come un farmaco potente che libera la mia anima.

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In questo numero hanno scritto:

Angela Maria Borello (Torino): direttrice didattica scuola per l’infanzia, curiosa di bambini
Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
Roberto Dolci (Boston): imprenditore digitale, follower di Seneca ed Ulisse, tifoso del Toro
Barbara Nahmad (Milano): pittrice e docente all'Accademia di Brera. Una vera milanese di origini sefardite
Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro