Don Bosco parla ancora al nostro tempo
Viviamo in un’epoca che non tollera le rughe. La giovinezza è diventata l’unica età socialmente accettabile; tutto il resto va nascosto, accelerato, sostituito. È una logica spietata che pervade la cultura contemporanea e che, in forme diverse, è stata anche propria dei totalitarismi del Novecento: esaltare la forza, la velocità, l’eterna novità, rimuovendo la fragilità, la lentezza, la memoria. In questo scenario, la vecchiaia viene percepita come un degrado, una perdita di valore sociale, addirittura una colpa, un difetto di fabbrica.
