IL Digitale


Zuckcoin

Ad inizio giugno ho venduto il rimasuglio di bitcoin rimasti, pensando che da lì a poco il prezzo sarebbe calato drammaticamente, ma continuo a far girare un paio di miner elettricamente sostenibili ed a basso impatto per Greta (la corrente viene da fonti rinnovabili, coscienza a posto).

Il calo di prezzo comunque c’è stato, grazie anche allo zuccone più ricco del mondo che tra una denuncia ed uno scandalo sulla privacy cerca di mantenere in vita la sua piattaforma digitale da 2,4 miliardi di utenti. Come tutti i capi azienda che si rispettino, ha dato un nome in codice per mantenere il progetto segreto: Libra, dal latino “bilancia”, che ha usato anche per registrare la nuova società in Svizzera che gestirà gli scambi di questa nuova criptovaluta.

Avevo suggerito insieme ad altri digitali che chiamasse questa nuova moneta Zuckoin, ma l’ironia non abbonda nell’aria rarefatta della California, quindi è probabile che il norme resti lo stesso. La sede svizzera per agevolare il fisco e le continue grane a Washington impongono prudenza con il lancio di Libra, che dovrebbe restare legata ad un paniere di monete in modo da evitare le oscillazioni da capogiro dei bitcoin. 

Con 1,5 miliardi di persone che usano Facebook ogni giorno, avere la disponibilità di una moneta elettronica stabile consente notevoli guadagni in termini di commercio elettronico e gestione delle rimesse tra paesi con molti migranti e quelli di origine. Anche il fatto che WhatsApp sia criptata, da un vago senso di sicurezza nel pagare con lo smartphone. 

Quello che sottolineo di quest’ ultimo progetto di Zuckerberg e’ la sua gestione decentralizzata e multinazionale, disegnata per sfuggire al controllo delle autorità USA e di altri paesi. A Washington ovviamente si sono arrabbiati, e candidati per le nuove presidenziali come la senatrice Warren sono sul piede di guerra. Per ora i dipendenti Facebook che lavorano sul progetto possono già optare di ricevere il loro stipendio in questa criptovaluta, evidentemente fiduciosi che non avranno problemi con il fisco. 

Il mio consiglio è di provare questa nuova piattaforma, che dovrebbe lanciare il 18 giugno, ma stare bene attenti al fisco americano che arriva dappertutto. Se questa moneta venisse adottata da un numero importante degli utenti Facebook avremmo una serie di impatti interessanti sulle banche, ma su questo scriverò prossimamente.

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