Il “paradiso terrestre” di Stanislavkij
“Là si dice che noi attori siamo persone fortunate; perché nell’intero mondo smisurato il destino ci ha concesso alcune centinaia di metri cubi: il nostro teatro, in cui possiamo crearci la nostra vita artistica, speciale, magnifica, che trascorre per la maggior parte in un’atmosfera creativa, nei sogni e nella loro realizzazione scenica, nel lavoro artistico collettivo, in comunione costante con il genio di Shakespeare, Puskin, Gogol’, Molière e altri. Non basta questo a farne un meraviglioso angolo di mondo?” (“Etica”, I)
