IL Signor Postino


Lettera di Karl Kraus sulla questione dei vaccini

Condividi:

Cari lettori,

L'umanità è la clientela. Dietro le bandiere e le fiamme, dietro gli eroi e i soccorritori, dietro tutte le patrie è stato eretto un altare di fronte al quale la scienza devota si torce la mani: Dio creò il consumatore!

Ma Dio non creò il consumatore perché fosse felice sulla terra, bensì per uno scopo più alto:

... perché sulla terra fosse felice il commerciante, dato che il consumatore è stato creato nudo e diventa un commerciante solo se vende vestiti.

La necessità di mangiare per vivere non può essere filosoficamente confutata, sebbene espletare questa faccenda in pubblico testimoni un'incorreggibile mancanza di senso del pudore. La cultura è il tacito accordo di subordinare i viveri allo scopo di vita. La civilizzazione è l'asservimento dello scopo di vita ai viveri.

A questo ideale serve il progresso e a questo ideale esso offre le sue armi. Il progresso vive per mangiare, e a volte dimostra addirittura di poter morire per mangiare.

Sopporta ogni pena al fine di essere felice. Volge il pathos verso le premesse. L'estrema affermazione del progresso ha decretato ormai da tempo che la domanda si regoli sull'offerta, che si mangi perché sia un altro a diventare sazio, e che il venditore ambulante interrompa persino i nostri pensieri offrendoci cose di cui non abbiamo alcun bisogno.

Il progresso, sotto i cui piedi l'erba si mette a lutto e il bosco diventa carta da cui crescono i fogli di giornale, ha subordinato la vita ai viveri, trasformando noi stessi nelle viti di ricambio dei nostri utensili.

Il dente dell'epoca è cavo; poiché quando era sano giunse la mano che vive di otturazioni.

Là dove si è spesa ogni forza per togliere ogni asperità alla vita, non rimane nulla che ancora necessiti di essere protetto. In quei luoghi l'individualità può vivere, ma non può più nascere.

Un caro saluto,

Karl Kraus


© Riproduzione riservata.
Condividi:
Zafferano

Zafferano è un settimanale on line.

Se ti abboni ogni sabato riceverai Zafferano via mail.
L'abbonamento è gratuito (e lo sarà sempre).

In questo numero hanno scritto:

Tommy Cappellini (Lugano): lavora nella “cultura”, soffre di acufene, ama la foresta russa
Angela Maria Borello (Torino): direttrice didattica scuola per l’infanzia, curiosa di bambini
Valeria De Bernardi (Torino): musicista, docente al Conservatorio, scrive di atmosfere musicali, meglio se speziate
Roberto Dolci (Boston): imprenditore digitale, follower di Seneca ed Ulisse, tifoso del Toro
Giovanni Maddalena (Termoli): filosofo del pragmatismo, della comunicazioni, delle libertà. E, ovviamente, granata
Barbara Nahmad (Milano): pittrice e docente all'Accademia di Brera. Una vera milanese di origini sefardite
Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro