IL Signor Direttore


Né uomini né consumatori

Giù il virus ma su le frontiere, e non per motivi sanitari. Da oggi 3 giugno i confini italiani sono teoricamente aperti in entrata e in uscita, ma grande, grandissima è la confusione sotto il cielo d'Europa (più in là non ci spingiamo).

Piccolo esempio: l'Italia apre e pure la Svizzera, tuttavia quest'ultima solo dal 15 giugno e solo con - riguardo i confinanti - Germania, Austria, Francia. La frontiera sud con il Belpaese sarà ancora out almeno fino al 6 luglio. A Berna hanno detto che la decisione italiana di anticipare la riapertura generale ha "stravolto la pianificazione in atto".

In sostanza, gli italiani lavoratori frontalieri (anche qui con distinguo di permessi) o che hanno motivazioni d'affari certificate potranno entrare in suolo elvetico, gli altri si mettano in coda. Per gli svizzeri, via libera a viaggi d'affari in Italia, ricongiungimenti familiari e turismo, ma niente shopping: se rientrando in patria vengono beccati con la spesa in auto, vale ancora la possibilità di una sanzione pecuniaria.

L'intenzione è chiara da ambo i lati. L'Italia vuol riaprire per raggranellare soldi; la Svizzera e il piccolo Canton Ticino sostengono la chiusura a sud per vedere se ai residenti vien voglia di spendere sul territorio, vacanze comprese. Si gioca sul calendario, insomma, per brigare qualche vantaggio tattico e mettere una pezza alla crisi economica da COVID-19.

Intanto, la qualità più preziosa di cui un uomo sia titolare - la libertà - è passata in cavalleria in tutte le discussioni politiche e operative e anche la piccola e ottusa libertà dei consumatori non sta tanto bene.

Per approfondimenti: Uomini o consumatori? Il declino del CEO capitalism.


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In questo numero hanno scritto:

Tommy Cappellini (Lugano): lavora nella “cultura”, soffre di acufene, ama la foresta russa
Barbara Nahmad (Milano): pittrice e docente all'Accademia di Brera. Una vera milanese di origini sefardite
Riccardo Ruggeri (Lugano): scrittore, editore, tifoso di Tex Willer e del Toro
Roberto Zangrandi (Bruxelles): lobbista