IL Signor Direttore


La nazione del meno peggio

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A un amico ho chiesto per chi avrebbe votato se fossimo andati alle urne in questi giorni, pure in mezzo alla pandemia. Mi ha risposto addirittura al plurale, con tono da osteria: "Turiamoci il naso e votiamo Giorgetti".

Incuriosito dalla sfumatura democristiana della sua risposta ho chiesto maggiori lumi, ricevendo una vertiginosa quanto confusa spiegazione sessuale, intessuta di luoghi comuni.

"Vedi, con la Lega – mi ha spiegato – è come essere innamorati, da giovani, di una donna sposata. Ti entra il diavolo in corpo. All’inizio gli incontri clandestini sono bollenti, senti che gli daresti la vita, perché è questo che le donne fatali fanno ad alcuni ragazzi, li stimolano confusamente a buttare tutto per aria, a partire, a organizzare crociate, a recuperare l’orgoglio mai avuto. Poi passano i mesi e gli anni e ti accorgi che lei non divorzierà mai dalla sua famigliola istituzionale e tu invecchi e inizi a vivere di ricordi: la secessione del nord, l’Italexit... E poi, a dirla tutta, vorresti dei figli a cui tramandare l'onore di un'impresa memorabile.

Certo, tu e lei continuate a incontrarvi e non solo per abitudine ma per vere affinità elettive, di cui nessuno dei due, tuttavia, parla più. Le cose vanno avanti. Ma all’uomo ridestatosi in te continuano a mancare, per l'appunto, dei figli. Perché se non vuoi figli, che t’innamori a fare? Per andare a teatro? Insomma, finisce che una mattina allo specchio ti accorgi di avere un po' di capelli bianchi e il giorno dopo ti accorgi che lei ne ha persino più di te, per via dello stress della sua vita quotidiana.

Nei messaggi su Telegram che lei ti manda non ci sono più inviti a trascorrere dei fine settimana a Venezia, a Trieste, nella luce dell’Adriatico... ma sofisticate strategie sul ruolo degli emendamenti in quel tal decreto e tu, d'un tratto, hai la sensazione di trovarti in un'ospizio con dei vecchi capziosi che ti spiegano per ore, come degli ossessi, quanto sale bisogna mettere nella minestra della sera.

Alle volte vorresti proprio mollarla. Ma che puoi fare? Ti guardi in giro cercando un’altra donna, quando sai benissimo che è l’ora delle streghe? Finiresti con l’intercettare sicuramente qualche divorziata piddina, di quelle coi figli grandicelli e la libreria di casa piena di Philip Roth o Romain Gary - è lo stesso - e l’appartamento in ZTL e il fine mese garantito, ma su questo non voglio scendere nei dettagli. Di solito sono donne troppo magre, con strane manie per i Centri di accoglienza o per New York in autunno. Esse rappresentano il CEO capitalism in purezza, ne sono il prodotto e la futura classe dirigente. Ci andresti insieme? Giammai. E le donne di Forza Italia? Mmh... Vi sono laggiù delle maestrine che potrebbero rendere molto nel BDSM, ma non è il tuo mondo. Quelle di Fratelli d'Italia? Il concetto di 'matria' anziché di patria non ti è mai piaciuto e nel settore, adesso, va forte quella roba lì.

È vero che potresti tentare di conoscere qualche ragazza punk di Casapound o meglio ancora di Forza Nuova, a letto sono delle iradiddio, te lo assicuro, ma a te intanto è cresciuta un po’ di pancia, insomma, magari ci stanno per qualche volta e così andate a fare luminose escursioni al Sacrario militare di Cima Grappa e poi a mangiare la Rosa di Gorizia con l'ottimo bianco della zona, ma finisce sempre che hai il fiatone e rotoli stancamente a valle. Quelle di estrema sinistra sono più morbide per via delle canne e dei maglioni auto-confezionati, anche mentali, fanno ottime torte al cocco e un buon caffè, son di poche pretese ma poi iniziano a parlare di LGBT e a te sale il sangue al cervello perché vedi il nichilismo all’opera. E allora chi ti rimane? Le Cinque stelle? Te le raccomando proprio. Una volta ne conobbi una che voleva andare a Londra a fare non so che lavoro ma poi decise di restare in Italia "per salvare il mondo" e promuovere il reddito di cittadinanza. E allora sai cosa ti dico, caro amico? Turiamoci il naso e votiamo Lega, anche se non si può mai sapere".

"Che cosa non si può mai sapere?"

"Magari un giorno suo marito, che lei ha sempre detto di subire poiché di braccino corto, abbandonerà il tetto coniugale, se ne andrà con una dell’est, con una russa, chissà, e lei resterà a tuo carico. Se non altro un carico emotivo. Forse ti racconterebbe addirittura che è stata lei a provocare la separazione, per poter stare finalmente solo con te”.

"Ho capito. È dura la quarantena, vero?".

"Dimmi, tu che hai i miei stessi anni: avremo una vecchiaia felice?".

"Non lo so".

"Tiremm innanz...".

Questa conversazione mi ha dato da pensare per una settimana intera. Essendo apòta, credo che il mio amico alle prossime elezioni dovrebbe saltare un giro. Ma non lo farà, è un giornalista nell'anima.

Adesso, però, voglio augurare buona Pasqua a tutti i lettori di Zafferano.


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